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Notizie legali

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Pignoramento di stipendio basso è consentito?

Pignoramento di stipendio basso: è consentito?

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La Corte Costituzionale con sentenza del 21.10.2015 n. 248 (depositata il 03.12.2015) ha stabilito che il pignoramento di stipendio basso, anche se inferiore all’ammontare dell’assegno sociale, è consentito con il solo limite del quinto del suo ammontare.

Quindi, ad esempio, se il debitore ha uno stipendio di € 500,00 gli possono pignorare fino ad € 100,00 al mese, fino ad estinzione del debito.

Il pignoramento di stipendio basso, pertanto, è consentito, a differenza di quanto previsto per il pignoramento di pensione che risulta impignorabile per la parte necessaria a soddisfare le esigenze minime di vita del pensionato.

L’art. 545, quarto comma, c.p.c. prevede che le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, sono pignorabili nella misura del “quinto”  mentre, qualora concorrano più cause tra quelle indicate dall’art. 545 cod. proc. civ., il quinto comma, prevede che il pignoramento può estendersi sino alla metà.

Per quel che riguarda gli emolumenti da pensione, invece, fin dalla pronuncia n. 506 del 2002 l’orientamento della Corte Costituzionale era nel senso che, fermo restando il limite del quinto del percepito, doveva essere sottratta al regime di pignorabilità la parte necessaria a soddisfare le esigenze minime di vita del pensionato.

Con la predetta pronuncia la Consulta affermava, altresì, la non assimilabilità del regime dei crediti pensionistici a quelli di lavoro e che l’individuazione dell’ammontare della parte di pensione idonea ad assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita rimaneva riservata, “nei limiti di ragione”, alla discrezionalità del legislatore.

Per lungo tempo il legislatore non è intervenuto sulla materia e la giurisprudenza si vedeva costretta a sopperire ad una tale mancanza andando ad individuare il limite di impignorabilità delle pensioni nella misura dell’ammontare dell’assegno sociale.

Recentemente la novella legislativa contenuta nel decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83 (Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria) ha aggiunto all’art. 545 cod. proc. civ. la seguente prescrizione «Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge».

Proseguendo nell’excursus normativo e giurisprudenziale, è opportuno ricordare che l’art. 72-ter del d.P.R. n. 602 del 1973 dispone in tema di riscossione delle imposte sul reddito che «1. Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’agente della riscossione in misura pari ad un decimo per importi fino a 2.500 euro e in misura pari ad un settimo per importi superiori a 2.500 euro e non superiori a 5.000 euro. 2. Resta ferma la misura di cui all’articolo 545, quarto comma, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro».

La Corte Costituzionale aveva già avuto modo di precisare che:

1) lo scopo dell’art. 545 cod. proc. civ. è quello di contemperare la protezione del credito con l’esigenza del lavoratore di avere, attraverso una retribuzione congrua, un’esistenza libera e dignitosa, graduando il sacrificio in misura proporzionale all’entità della retribuzione: il soggetto che ha una retribuzione più bassa, infatti, è colpito in misura proporzionalmente minore;

2) la scelta del criterio di limitazione della pignorabilità e l’entità di detta limitazione rientrano, per costante orientamento della Consulta, nel potere costituzionalmente insindacabile del legislatore;

3) è conforme a Costituzione l’assoggettamento della retribuzione, da qualsiasi lavoratore percepita, alla responsabilità patrimoniale quale “bene” sul quale qualsiasi creditore può, nei limiti di legge, soddisfarsi.

Conseguentemente, è sempre stata respinta la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 36 Cost., dell’art. 545, quarto comma, cod. proc. Civ., nella parte in cui non prevede l’impignorabilità della quota di retribuzione necessaria al mantenimento del debitore e della famiglia (sentenze n. 434 del 1997, n. 209 del 1975, n. 102 del 1974, n. 38 del 1970, n. 20 del 1968 e ordinanze n. 491 del 1987, n. 260 del 1987 e n. 12 del 1977).

Per quanto sopra, unico limite al pignoramento di stipendio basso, anche se minimale, derivante da attività lavorativa subordinata part-time e unica fonte di sostentamento del dipendente debitore, è dato dal quinto del suo ammontare.

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Commenti 053

  • Aurelio

    16 novembre 2018 18:41 · Rispondi

    Buonasera mi chiamo Aurelio fantetti e volevo avere qualche chiarimento in merito in quanto sono separato dal 2012 abbiamo vissuto nella stessa casa fino al 2014 poi la mia ex moglie è andata via portando con se mia figlia che attualmente ha 14 anni e portando con sé anche tutto ciò che avevo costruito come case ed un automobile cointestata nella separazione avevamo messo un mantenimento di €250 per mia figlia e €100 per lei la separazione è stata fatta in modo fittizio in quanto consigliati da un avvocato perché avevamo un’azienda che poi andata male nonostante avesse un immobile a Roma una villa fuori Roma ed una macchina che ha venduto tutto per acquistare un nuovo immobile Mi ha citato con pignoramento del quinto sullo stipendio avendo così ottenuto €250 per il mantenimento di mia figlia Io attualmente vivo con la mia compagna e ho due bimbi piccoli uno di 2 anni e una di 2 mesi e il mese scorso mi è arrivata una nuova citazione di un atto di pignoramento presso terzi sempre dalla mia ex dove oltre al mantenimento mi chiede gli arretrati E come se non bastasse qualche mese fa ho ricevuto un atto di pignoramento da una finanziaria che purtroppo non ho potuto pagare quando avevamo il negozio ora volevo capire cosa si può fare come devo comportarmi Grazie

  • mauro

    11 novembre 2018 23:37 · Rispondi

    Salve avvocato vorrei sapere prendendo uno stipendio di circa 900€netti pagando alimenti a mio figlio di ero 250 decisi dal giudice e decurtati direttamente dal datore di lavoro e pagando un affitto di 600€al mese mi rimangono pulito circa400€ siamo una famiglia monoredito con un minore in casa il giudice in udienza prenderà in considerazione questo e quanto potrebbe pigniorare grazie

    • Avv. Matteo Mami

      12 novembre 2018 11:12 · Rispondi

      In materia di concorrenza tra pignoramento e ordine di pagamento diretto al datore di lavoro non vi è alcuna previsione normativa e sul punto non si è ancora espressa la Corte di Cassazione.
      Vi sono solo pronunce dei giudici di merito (Tribunali).
      L’orientamento maggioritario ritiene che l’ordine di pagamento diretto al datore di lavoro integra un’ipotesi di cessione del credito, con la conseguenza che in caso di concorso con un successivo pignoramento lo stesso può giungere sino al limite della metà dello stipendio.
      Ne deriva che il pignoramento del suo stipendio, in via generale nella misura massima consentita di 1/5 del suo ammontare, non potrà comunque eccedere la differenza tra la metà del suo stipendio e la trattenuta già operata dal datore di lavoro in via diretta per il mantenimento di suo figlio.
      In pratica: se lei ha uno stipendio netto di € 1.150 (900 + 250) la trattenuta dello stipendio in forza di pignoramento è pari al quinto (€ 230), in quanto detta trattenuta, sommata alla trattenuta operata dal datore (€ 250), non supera la metà del suo reddito (€ 575).
      Non rilevano invece fattori come il canone di locazione o la presenza di minori nel nucleo familiare.

  • Francesca

    26 ottobre 2018 20:44 · Rispondi

    Buonasera, domanda il mio compagno ha uno stipendio medio di 700€ mensili, ha una cessione del quinto per un finanziamento personale, più un altro quinto per un debito con sentenza del tribunale, oggi è arrivato un altro atto per un pignoramento dello stipendio. Possono farlo? In che misura? Gli assegni famigliari sono pignorabili? Grazie

  • Alexandra

    23 ottobre 2018 13:23 · Rispondi

    Spett.Avvocato
    Sono una ragazza madre ho uno stipendio di circa 800€, mi hanno fatto un pignoramento di 675€ di tributi non pagati. Adesso come devo fare a vivere un altro mese. Datemi un consiglio grazie

    • Avv. Matteo Mami

      29 ottobre 2018 15:19 · Rispondi

      Buongiorno,
      dubito che abbiano fatto una trattenuta mensile di € 675,00 su uno stipendio di € 800,00

  • Alessia

    14 settembre 2018 8:13 · Rispondi

    Salve avvocato, ho uno stipendio di 1000 euro come dipendente, pago già 400 euro mensili per due finanziarie che ho ripreso a pagare dopo un periodo di fermo dovuto alla mia disoccupazione.
    Attualmente presso il mio datore di lavoro è arrivato l’avviso di prelievo forzoso dello stipendio. Visto che lo stipendio residuo attualmente è di 600 euro, ho una casa di proprietà che è la mia residenza (unico bene immobile), è possibile chiedere delle proroghe almeno fin quando risolverò con le finanziarie? Eventualmente no, il prelievo forzoso sarebbe di un quinto oppure un decimo? È possibile, tramite presentazione isee, chiedere una proroga? Cordiali saluti

    • Avv. Matteo Mami

      29 ottobre 2018 15:54 · Rispondi

      Buonasera,
      non è possibile richiedere proroghe.
      L’ammontare della trattenuta di 1/5 o 1/10 dipende dalla tipologia del creditore pignorante (ad esempio se è lo Stato per tributi non pagati o altro creditore) e dall’ammontare del debito.

  • Max

    20 agosto 2018 18:13 · Rispondi

    Spettabile Avvocato,
    Ho uno stipendio di 1650€/mese netti. vorrei sapere se l’agenzia per le riscossioni (ex Equitalia) può pignorare 1/5 oppure 1/10 dello stipendio, non arrivando il mio a 2500€/mese netti.
    Saluti
    Max

    • Avv. Matteo Mami

      21 agosto 2018 12:39 · Rispondi

      Buongiorno,
      la sua domanda contiene già la risposta.
      Un decimo.

  • Roberto

    3 agosto 2018 23:48 · Rispondi

    Salve,
    Desidero delucidazioni su una situazione atipica. Per un debito saldato interamente con pignoramento del quinto, si viene a sapere che negli ultimi 2 anni il datore di lavoro non ha versato all’ente creditore la quota spettante.
    1) cosa rischia il debitore
    2) cosa rischia il datore di lavoro?
    3) chi resta obbligato al pagamento del residuo del debito?

    Grazie anticipatamente per la risposta

    • Avv. Matteo Mami

      21 agosto 2018 12:45 · Rispondi

      Buongiorno,
      il debitore, fino a quando le somme assegnate non sono pagate dal datore di lavoro al creditore, rimane obbligato per le somme dovute.
      In caso di mancato pagamento, il creditore potrà quindi agire nuovamente contro il debitore, oppure potrà anche agire esecutivamente contro il datore di lavoro in forza dell’ordinanza di assegnazione per il recupero coattivo delle somme assegnate.

  • Giovanni

    31 luglio 2018 13:52 · Rispondi

    Buon giorno avv . Avevo un prestito con finfomestic 5 anni fa di 3500 euro ho pagato una parte poi in seguito non ho pagato il restante poi dopo un loro ultimatum ho versato il restante 1400 euro pero loro non mi anno mai mandato un documento che attestava la chiusura del debito ma io ho la ricevuta del versamento fatto oggi 31 luglio 2018 mi anno contattato una terza agenzia dicendomi che anno comprato il mio debito dalla findomestic e io devo ripagare 1400 euro anno detto che mi pignorano stipendio di 1500 euro che prendo cosa rischio e cosa posso fare anche se gli mando la ricevuta anno detto che devo pagare uguale perche findomestic non a chiuso la pratica grz

    • Avv. Matteo Mami

      21 agosto 2018 12:49 · Rispondi

      Buongiorno,
      le consiglio di farsi inviare estratto conto del dovuto al momento in cui ha effettuato il versamento di € 1400.
      Se al momento del pagamento il dovuto totale era di € 1400 non dovrà pagare più nulla, se invece la somma era maggiore dovrà pagare la differenza.

  • Marco

    28 luglio 2018 18:20 · Rispondi

    Salve, ho uno stipendio di 1500€. Sono separato e debbo corrispondere 600€ ai miei figli (come disposto dal giudice). Un eventuale pignoramento del mio stipendio verrebbe calcolato stornando i 600€ stabiliti dal giudice o tenendo conto dei 1500€ per intero? Sono più chiaro 1/5 su 1500€ o 1/5 su 900€ ?
    Ringraziandola saluto.

    • Avv. Matteo Mami

      30 luglio 2018 12:00 · Rispondi

      1/5 su 1500 €
      Saluti

  • Rocco

    6 luglio 2018 22:49 · Rispondi

    Buonasera avvocato,
    Di contro ho una sentenza del tribunale al pagamento di una somma verso altra persona.
    Premesso che manca per onorare la sentenza il 20% di essa,nel caso in cui faccia ricorso al giudice per un eventuale pignoramento dello stipendio che somma gli può concedere?
    Ho uno stipendio di 1900€ lorde a cui si aggiungono 100 per rimborso km, 170 assegni familiari e con 2 figli al carico fiscale.
    Cosa rischio?

    Grazie anticipatamente

    • Avv. Matteo Mami

      11 luglio 2018 18:41 · Rispondi

      Il creditore potrà agire coattivamente per il recupero del dovuto mediante pignoramento.
      Potrà ad esempio pignorare immobili o mobili di sua proprietà.
      Tra i beni mobili rientrano anche i veicoli a lei intestati.
      Potrà anche pignorare i crediti a lei dovuti, tra i quali rientrano lo stipendio presso il datore di lavoro ed il conto corrente presso la banca.
      Le somme dovute a titolo di stipendio presso il datore possono essere pignorate nella misura del quinto (per quanto riguarda gli assegni per il nucleo familiare la legge stabilisce che essi non possono essere sequestrati, pignorati o ceduti se non per causa di alimenti a favore di coloro per i quali gli assegni sono corrisposti).
      Le somme giacenti sul conto corrente, invece, sono interamente pignorabili.
      Se, tuttavia, tra le somme giacenti sul conto corrente vi rientrano somme percepite a titolo di stipendio, queste ultime sono pignorabili con i seguenti limiti:
      – le somme dello stipendio accreditate in data anteriore al pignoramento possono essere pignorate per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale
      Esempio pratico: se l’importo dello stipendio è pari a 2.000 euro, l’importo non pignorabile sarà pari a 1359,00 (453,00 x 3) e dunque la somma interamente pignorabile sarà pari a 641,00 euro
      – invece, le somme dello stipendio accreditate sul conto corrente del debitore alla data o dopo il pignoramento, sono pignorabili allo stesso modo visto sopra in caso di pignoramento alla fonte presso il datore di lavoro; quindi ad esempio, con uno stipendio di € 2.000 la somma pignorabile mensile è pari ad € 400,00.
      N.B. L’importo dell’assegno sociale viene rivalutato ogni anno e per il 2018 è stato determinato in € 453,00.

  • Chiara

    24 giugno 2018 22:18 · Rispondi

    Buonasera .ho un prestito compass che purtroppo nn riesco piu a pagare avendo uno stipendio di 350€ .la somma da restituire e di altri 2400€ .ho chiesto un ribasso di rata ma mi e stato negato
    A cosa andro in contro.

  • vincenzo

    4 giugno 2018 20:51 · Rispondi

    Salve avvocato ho un debito con una nota banca e debiti con carte di credito che non riesco più a pagare per vari motivi, percepisco 1390 di pensione categoria io e invciv mi chiedevo se mi viene fatto il pignoramento del conto corrente cosi facendo non mi danno modo di prelevare l’intera pensione e ovviamente di sopravvivere?? o si trattengono solo un quinto?? Grazie

    • Avv. Matteo Mami

      8 giugno 2018 16:51 · Rispondi

      Buongiorno,
      la banca ha due possibilità.

      La prima:
      pignorare alla fonte la Sua pensione presso l’Ente erogante (INPS);
      in questo caso la banca potrà pignorare la somma percepita mensilmente nella misura del quinto calcolato sulla parte eccedente la misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà;
      Esempio pratico: se percepisce una pensione di 1.400 euro al mese, il limite impignorabile sarà pari 679,50 euro (pari all’assegno sociale di 453,00 euro aumentato della metà), pertanto, a poter essere pignorata sarà soltanto la somma eccedente, ossia 720,50 euro, ma non per l’intero, bensì nei limiti del quinto, quindi euro 144,10.

      La seconda:
      pignorare il conto corrente ove viene accreditata mensilmente la pensione;
      in questo caso:
      – le somme della pensione accreditate in data anteriore al pignoramento possono essere pignorate per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale
      Esempio pratico: se l’importo è pari a 1.400 euro, l’importo non pignorabile sarà pari a 1359,00 (453,00 x 3) e dunque la somma interamente pignorabile sarà pari a 41,00 euro
      – invece, le somme della pensione accreditate sul conto corrente bancario o postale del debitore alla data o dopo il pignoramento, sono pignorabili allo stesso modo visto sopra in caso di pignoramento alla fonte presso l’Ente erogante (INPS); quindi come visto sopra, con una pensione di € 1.400 la somma pignorabile mensile è pari ad € 144,10.

      N.B. L’importo dell’assegno sociale viene rivalutato ogni anno e per il 2018 è stato determinato in € 453,00.

      I migliori saluti.

  • El Mostafa

    15 aprile 2018 10:53 · Rispondi

    Bongiorno sig voglio sapere per il pignoramento di mio stipendio di ~700€ mensili e celò 6 figlie minorenni e mia moglie non lavora cosa dice la legge grazie tante e mio lavoro partime

  • Claudia

    6 aprile 2018 14:07 · Rispondi

    Buongiorno, volevo un’informazione.
    Ho un contratto a chiamata a tempo indeterminato e guadagno dai 280 ai 380 euro al mese. Unica fonte di reddito attualmente. Equitalia o Agenzia Entrate possono pignorare lo stipendio e se si in quale misura? Tenga conto che ho una casa intestata con un mutuo. Non sarebbe preferibile x loro ipotecare casa? Lo stipendio è veramente misero….

  • Luca

    31 gennaio 2018 8:03 · Rispondi

    Buongiorno avvocato lavoro sono socio lavoratore e gli utili mensili in base al cud annuale si aggirano sui 700 euro netti mensili. Verso regolarmente 350 euro mensili per il mantenimento di mio figlio. ho subito un ulteriore pignoramento del quinto.a conti fatti verso altri 140 euro . Sono obbligato a versarli visto che mi rimangono 200 euro ?

    • Avv. Matteo Mami

      31 gennaio 2018 9:55 · Rispondi

      Purtroppo per la sua situazione sì

  • Karol

    21 gennaio 2018 15:52 · Rispondi

    Salve dalla banca mi hanno notificato un ingiunzione di pagamento. Ho un contratto pt a 30 ore con paga base 1000 euro più assegno per figlia e moglie e rimborso chilometrico variabile. Che quota rischio ? E una volta eseguito il pignoramento presso il datore, come farò ad incassare la restante parte? Una volta sul conto prenderanno anche quello è io resterò senza nulla? Grazie mille

  • Alessandro

    30 dicembre 2017 16:19 · Rispondi

    Salve, ho un debito nei confronti dell’ agenzia riscossione entrate.per ora mi hanno ipotecato particelle di terreno agricolo.le chiedo gentilmente: entro quanto tempo passeranno a ignorare stipendio e bloccarmi il conto corrente? Sono un lavoratore dipendente,1200 al mese….Nn dovrebbero pignorarmi un decimo invece del quinto ?grazie..

    • Avv. Matteo Mami

      2 gennaio 2018 17:28 · Rispondi

      Buongiorno,
      non è possibile sapere quanto tempo passerà.
      Confermo che per l’agente di riscossione il limite per il pignoramento di stipendi e pensioni di ammontare fino ad € 2.500 è di un decimo.

  • Claudio

    29 novembre 2017 16:50 · Rispondi

    Buonasera sig Avvocato..sono separato dal 2009 fino ad aprile 2013 pagavo 150 eur più extra, dopo di che mi sono riaccompagnato e non posso più pagare perché ho due bambini piccoli con gli assegni familiari, il TFR egli 80eur arrivo a 1300 part time..in futuro dovrò aspettarmi azioni penali dalla mia ex per mancato pagamento de l altro figlio… quanto mi toglieranno dalla busta paga?grazie mille Claudio

    • Avv. Matteo Mami

      29 novembre 2017 16:55 · Rispondi

      Se le cose sono cambiate da quando si è separato deve chiedere la modifica dell’assegno di mantenimento, altrimenti se non paga il mantenimento stabilito rischia un procedimento penale

  • Domenico

    10 novembre 2017 10:36 · Rispondi

    Salve avvocato ma il co.co.co se pignorato pignorano solo la quota o tutto visto che non da garanzia futura e se lo dovessero pignorare tutto che soluzione si adotta perché è l unica fonte di reddito

    • Avv. Matteo Mami

      10 novembre 2017 12:17 · Rispondi

      Buongiorno,
      anche per il co.co.co pignoramento nel limite del quinto delle somme spettanti

  • Francesco

    18 ottobre 2017 18:18 · Rispondi

    Buonasera
    con uno stipendio di circa 1200 euro, se in forza di separazione devo versare alla ex coniuge un assegno di mantenimento di circa 400 euro, il giudice nella determinazione dell’importo pignorabile da una Banca, può tenere conto di questa circostanza?
    Grazie

    • Avv. Matteo Mami

      19 ottobre 2017 13:02 · Rispondi

      Mi spiace, no.
      Può chiedere al creditore pignorante (banca) che, in considerazione della difficoltà economica in cui versa per effetto del basso importo dello stipendio e dell’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento al quale è tenuto, chieda l’assegnazione di una quota dello stipendio inferiore rispetto al quinto previsto per legge (tuttavia trattasi di scelta discrezionale del creditore se aderire o meno ad una tale richiesta)

  • natale seprano

    6 settembre 2017 21:10 · Rispondi

    Buonasera ho un lavoro par-time 80 ore mensile stipendio 506 netti compreso ANF coniuge euro 37,45 e una cessione del quinto di euro 79,00 si può pigmorare lo stipendio grazie

    • Avv. Matteo Mami

      7 settembre 2017 9:50 · Rispondi

      Si

  • IGNAZIO

    25 luglio 2017 12:37 · Rispondi

    AVVOCATO BUONGIORNO, LE CHIEDEVO, HO UNO STIPENDIO DI 1600 EURO, MA DA TEMPO PAGO UNA CESSIONE + DELEGA PARI A 600 EURO, VOLEVO CHIEDERLE IN CASO DI PIGNORAMENTOQUALE E’ LA QUOTA CHE POSSONO TOGLIERMI???
    GRAZIE

    • Avv. Matteo Mami

      25 luglio 2017 14:09 · Rispondi

      Buongiorno,
      l’importo pignorabile è un quinto dello stipendio netto, senza tenere conto di eventuali cessioni del quinto fatte volontariamente dal debitore in favore di banche o finanziarie.
      Tuttavia, nel caso in cui ricorra un’ipotesi di cessione volontaria dello stipendio, il limite massimo della quota pignorabile dello stesso, ai sensi dell’art. 68 D.P.R. n. 180/1950, è pari alla differenza tra la metà dello stipendio netto e la quota ceduta (quindi, in sostanza, la quota disponibile dello stipendio non può essere inferiore alla metà dello stipendio netto).

  • Katerina

    21 giugno 2017 7:11 · Rispondi

    Salve mi è stata notificata dal avvocato l’atto X il pignoramento mi chiedevo se poteva procedere anche se svolgo un attività part-time di 20 ore e percepisco 500€ mensili e ho anche 2 bambini ?grazie

    • Avv. Matteo Mami

      21 giugno 2017 10:03 · Rispondi

      Sì, nel limite del 20% del suo stipendio.
      Può far presente la sua difficile situazione e chiedere al creditore che autorizzi una trattenuta dello stipendio inferiore al 20%

  • Biagio

    3 giugno 2017 0:09 · Rispondi

    Gent.mo Avv.Mami
    Mia moglie ha un contratto pirt-time di 24 ore settimanali e percepisce uno stipendio di circa 770 euro considerato che ormai sono anni che svolge ore straordinarie raggiungendo le 48 ore settimanali quindi percependo ormai da anni circa 1400 euro netti di stipendio, Nel 2014 gli hanno fatto un pignoramento per euro 260 mese riguardo a degli importi di canone locazione arretrati ,Questo pignoramento finirà a maggio del 2018, dopodiché proprio pochi giorni fa ‘ gli è stato convalidato dal giudice un secondo pignoramento dello stipendio sempre di circa 260 euro inerente ad un debito con istituto di credito (banca),E fin qui ok.
    La mia domanda che le faccio e questa:
    Se mia moglie da domani dovesse tornare a svolgere le sue ore ordinarie come da contratto pirt time e quindi percepire circa 770 euro mese e non più 1400 mese ,i creditori possono ugualmente vantare delle due trattenute ?Se Si, fino a che importi potrebbero trattenere per legge ?visto due pignoramenti in corso a fronte di 770 euro di salario e non più 1400 euro ???
    Attendo suo gentile riscontro
    Grazie Mille.

    • Avv. Matteo Mami

      5 giugno 2017 17:51 · Rispondi

      Buongiorno,
      la misura della trattenuta sullo stipendio per effetto del pignoramento non è fissa, ma in percentuale (solitamente il 20%) dello stipendio.
      Quindi se sua moglie iniziasse a percepire € 770 (anziché 1400) le farebbero una trattenuta del 20% su € 770,00.
      In caso di più pignoramenti, salvo eccezioni previste, la trattenuta dello stipendio rimane comunque del 20%, in quanto il secondo pignoramento inizierà a trovare soddisfazione soltanto una volta esaurito il primo pignoramento.

  • giovanni

    13 gennaio 2017 11:55 · Rispondi

    salve, ho uno stipendio di 304 euro,per evidenti problemi legati a mancanza di lavoro da 3 anni non posso piu’ dare l assegno di mantenimento a mio figlio di 22 anni,e ho altre 2 bimbe minorenni,mi e’ stata recapitato il pignoramento,quale somma mi tocchera’ pagare?

  • D'Elia Lucia

    26 novembre 2016 15:06 · Rispondi

    buonasera
    percepisco uno stipendio part time di 570e e una quota di reversibilità di 520e su questa c’è una cessione di quinto di pensione quale quota mi potrebbero pignorare? ringrazio

    • Avv. Matteo Mami

      28 novembre 2016 10:47 · Rispondi

      Buongiorno,
      solo un quinto dello stipendio di € 570,00 (cioè € 114,00), essendo la quota di pensione di reversibilità inferiore all’importo minimo garantito impignorabile, ad oggi pari ad € 672,00.

      • D'Elia Lucia

        8 dicembre 2016 23:15 · Rispondi

        la ringrazio e la saluto cordialmente

  • rosanna

    15 ottobre 2016 12:38 · Rispondi

    Io percipisco uno stipendio di ca 900 euro mensili compresi vi di assegni per il nucleo familiare e ho 3 figli minori e marito disoccupato, quale l importo pignorabile del mio stipendio? Gli assegni al nucleo famigliare sono pignorabili?

    • Avv. Matteo Mami

      21 ottobre 2016 9:41 · Rispondi

      Buongiorno,
      gli assegni familiari non possono essere pignorati (Art. 22 del DPR 797/1955), se non per causa di alimenti a favore di coloro per i quali gli assegni sono corrisposti.
      Così, per esempio, il figlio potrebbe pignorare nei confronti del padre – inadempiente all’obbligo di versamento del mantenimento – gli assegni per il nucleo familiare che il datore di lavoro versa a quest’ultimo.
      I tutti gli altri casi, tali assegni familiari non possono essere pignorati.
      La restante somma del suo stipendio netto è pignorabile nel limite di un quinto.

  • CHIARA

    28 settembre 2016 17:18 · Rispondi

    Buonasera
    prendendo uno stipendio al netto di 770.00 part-time 24 ore con figlia minorenne a carico con un pignoramento quanto possono ritirare
    grazie

    • Avv. Matteo Mami

      28 settembre 2016 18:23 · Rispondi

      un quinto di € 770,00, ovvero € 154,00

    • CHIARA

      28 settembre 2016 18:43 · Rispondi

      La ringrazio tantissimo ..

  • Stefano

    21 dicembre 2015 23:33 · Rispondi

    e in caso di co.co.co anche si può pignorare il compenso?

    • Avv. Matteo Mami

      22 dicembre 2015 10:46 · Rispondi

      Si.

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