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Notizie legali

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Come deve avvenire la ripartizione spese consumo acqua condominiale

Ripartizione spese consumo acqua condominiale

/ 190 Commenti /

In tema di condominio, la ripartizione spese consumo acqua condominiale, fatta salva la diversa disciplina convenzionale, in mancanza di contatori installati in ogni singola unità immobiliare, va effettuata, ai sensi dell’art. 1123 c.c., comma 1, in base ai valori millesimali delle singole proprietà, sicché è viziata, per intrinseca irragionevolezza, la delibera assembleare, assunta a maggioranza, che – adottato il diverso criterio di riparto per persona in base al numero di coloro che abitano stabilmente nell’unità immobiliare – esenti al contempo dalla contribuzione i condomini i cui appartamenti siano rimasti vuoti nel corso dell’anno.

Questo è il principio di diritto enunciato dalla sentenza della Cassazione Civile, Sezione Seconda del 01/08/2014, n. 17557.

Nel condominio, infatti, le spese relative al consumo dell’acqua devono essere ripartite, in via preferenziale, in base all’effettivo consumo, se questo è rilevabile oggettivamente con strumentazioni tecniche, come ad esempio  mediante l’installazione in ogni singola unità immobiliare di un apposito contatore che consenta di utilizzare la lettura di esso come base certa per l’addebito dei costi.

Diversamente, nel caso in cui le unità immobiliari non siano dotate di contatori, la previsione di cui all’art. 1123 codice civile non ammette che, salvo diversa convenzione tra le parti – che deve avere natura regolamentare contrattuale, cioè adottato all’unanimità – il costo relativo all’erogazione dell’acqua, con una delibera assunta a maggioranza, sia suddiviso in base al numero di persone che abitano stabilmente nel condominio e che resti di conseguenza esente dalla partecipazione alla spesa il singolo condomino il cui appartamento sia rimasto disabitato nel corso dell’anno.

Il comma 1 della citata disposizione, infatti, detta un criterio per le spese di tutti i beni e servizi di cui i condomini godono indistintamente, basato su una corrispondenza proporzionale tra l’onere contributivo ed il valore della proprietà di cui ciascuno condomino è titolare.

Lo stesso art. 1123, comma 2 a sua volta, stabilisce che, se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione all’uso che ciascuno può farne.

Tale norma, tuttavia, attiene al godimento potenziale che il condomino può ricavare dalla cosa o dal servizio comune, atteso che quella del condomino è una obbligazione propter rem strettamente ricollegata e conseguenza del diritto di comproprietà sulla cosa comune, sicché il fatto che egli non ne faccia uso non lo esonera dall’obbligo di pagamento della spesa.

Sotto questo profilo, va considerato che anche in un appartamento rimasto non abitato possono tuttavia esservi altri usi dell’acqua, ad es. per le pulizie dell’appartamento o per l’annaffiamento delle piante, o perdite d’acqua.

Inoltre, esentare gli appartamenti non abitati dal concorso nella spesa significa sottrarli, innanzitutto, al costo del consumo idrico imputabile al lavaggio delle parti comuni o all’annaffiamento del giardino condominiale, ma anche a quella parte della tariffa per la fornitura dell’acqua potabile che è rappresentata dal minimo garantito quale quota fissa per la disponibilità del servizio da parte del gestore, la quale, parametrata sul numero delle unità immobiliari domestiche facenti parte del condominio, è indipendente dal consumo effettivo.

D’altra parte, stabilire il costo dell’erogazione dell’acqua in base al numero delle persone che risiedono in ogni unità abitativa, significa introdurre, al posto del criterio potenziale su base reale, un criterio forfettario presuntivo su base personale che rimetterebbe all’amministratore un compito di vigilanza e di controllo sull’effettiva composizione dei nuclei familiari dei singoli appartamenti; attività che evidentemente fuoriesce dalle attribuzioni dello stesso.

Concludendo, in ambito condominiale la ripartizione delle spese del consumo dell’acqua deve essere ripartita tra i singoli condomini, in caso di presenza e installazione di contatori in ogni singola unità immobiliare, secondo l’effettivo consumo di ciascuno; in subordine, ai sensi dell’art. 1123 codice civile in misura proporzionale al valore di proprietà di ciascuno (millesimi di proprietà) e tale ultimo criterio di ripartizione può essere derogato esclusivamente con il consenso unanime di tutti i condomini.

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Commenti 0190

  • gianluca

    17 ottobre 2018 9:43 · Rispondi

    un amministratore che ha applicato un criterio diverso nella ripartizione per famiglie e persone senza avere il consenso dell’assemblea. è personalmente responsabile di questa errata ripartizione se non si trova una delibera votata all’unanimita? si deve far ricorso per questa applicazione delle spese contro di lui o contro il condominio? si puo’ chiedere il rimborso per gli anni passati?

    • Avv. Matteo Mami

      22 ottobre 2018 19:13 · Rispondi

      L’amministratore non è responsabile in quanto la delibera è dell’assemblea condominiale alla quale l’amministratore è estraneo.
      La delibera illegittima deve essere impugnata nei confronti del Condominio.
      Non è possibile chiedere il rimborso degli anni passati, in quanto, le delibere aventi per oggetto una ripartizione delle spese secondo criteri diversi da quelli stabiliti, sono annullabili e non nulle, e devono essere impugnate a pena di decadenza entro 30 giorni (Cassazione civile, sez. II, sentenza 21.05.2012 n° 8010; Cassazione civile, sez. II, sentenza 19.03.2010 n° 6714; Cass. S.U. 7-3-2005 n. 4806; Cass. 9-2-1995 n. 1455; Cass. 8-6-1993, n. 6403); dette delibere se non impugnate ed annullate assumono la forza di giudicato e rimangono dunque vincolanti ed obbligatorie per i condomini.

  • FRANCESCO

    16 ottobre 2018 23:19 · Rispondi

    mettiamo che l’amministratore applichi un riparto per esempio a divisioni dei suoi onori e delle spese idriche per famiglia esulando dal criterio legale dei millessimi e non essendoci mai stata richiesta di mettere un contattatore di sottrazione; un azione legale che dimostrasse che non ci sono stati questi passaggi all’unanimita’ in assemblea per queste decisioni, sarebbe retroattiva? cioè l’amministratore dove fare una compensione per il criterio errato applicato? nel caso specifico io non ho mai votato i bilanci

    • Avv. Matteo Mami

      22 ottobre 2018 19:22 · Rispondi

      Le delibere aventi per oggetto una ripartizione delle spese secondo criteri diversi da quelli stabiliti, sono annullabili e non nulle, e devono essere impugnate a pena di decadenza entro 30 giorni (Cassazione civile, sez. II, sentenza 21.05.2012 n° 8010; Cassazione civile, sez. II, sentenza 19.03.2010 n° 6714; Cass. S.U. 7-3-2005 n. 4806; Cass. 9-2-1995 n. 1455; Cass. 8-6-1993, n. 6403).
      L’annullamento della delibera non ha effetti retroattivi in quanto, dette delibere se non impugnate ed annullate assumono la forza di giudicato e rimangono dunque vincolanti ed obbligatorie per i condomini.

  • Carmelo

    29 settembre 2018 21:16 · Rispondi

    Salve, ho acquistato casa in condominio a luglio 2017 e da quel mese ho pagato regolarmente la quota. Adesso mi si chiede di pagare l’acqua per l’intero anno 2017, è giusto così o dovrei pagare dalla data di acquisto?
    Grazie

  • Luciana Martina

    11 agosto 2018 0:30 · Rispondi

    Salve avvocato, mio padre nel condominio é quello che paga più di tutti l’acqua. Quelli che vivono nel palazzo hanno deciso di non fare la ripartizione dell’acqua, lo possono fare? Poi è possibile che ogni tre mesi paghiamo acqua più di tutti, non è che il contatore essendo vecchio non vada bene? Grazie mille luciana di Bari.

    • Avv. Matteo Mami

      21 agosto 2018 12:26 · Rispondi

      Buongiorno,
      la ripartizione è obbligatoria.
      Come ben potrà comprendere, nulla posso sapere in merito alla funzionalità del vostro contatore.
      Se avete dubbi vi consiglio di farlo controllare.

  • Michele Metta

    27 luglio 2018 11:37 · Rispondi

    Buongiorno Avvocato, dunque siamo 5 condomini senza amministratore e da molti anni abbiamo deciso all’unanimità a voce, di pagare 3 delle 4 bollette annue dell’acqua dividendo l’importo in parti uguali.. l’ultima invece la consegniamo a un ragioniere che dopo aver ben registrato al tempo dovuto tutte le cifre riportate dai rispettivi contatori di sottrazione provvede a fare il conguaglio delle spese sostenute durate l’anno dai rispettivi condomini rispetto all’effettivo consumo in mc.. per cui a questo punto ogni anno c’è il definitivo dare avere tra noi condomini che conclude la contabilità annuale riguardo appunto il pagamento delle bollette dell’acqua.

    A tal proposito le chiedo:

    – è pienamente legale questo metodo di pagamento?

    – come dovremo comportarci nel caso uno di questi condomini sopraggiunti dopo, in contratto d’affitto pretendesse di voler sempre e solo pagare il consumo effettivamente avuto?

    – possiamo tutti gli altri condomini imporgli legalmente di adeguarsi in todo al nostro metodo oppure no?

    – possiamo imporgli eventualmente che deve provvedere lui a totale sue spese di assumere un ragioniere che provveda di volta in volta allo scorporo esatto delle sole sue spese dovute basate sul numero riportato dal suo contatore di sottrazione rispetto a quello condominiale, per ogni bolletta che sopraggiunge?

    La ringrazio Davvero Molto per l’eventuale risposta!!

    Distinti Saluti,
    Michele Metta

  • Benedetto

    9 luglio 2018 13:59 · Rispondi

    buongiorno avvocato avrrei una domanda nel mio condomio lassenbrea del gennaio 2017 a messo a verbale che l.acqua in esubero sia pagata al consumo x ogni inquilino e giusto cosi grazie e cordiali saluti

    • Avv. Matteo Mami

      10 luglio 2018 18:26 · Rispondi

      Come anche riconosciuto dalla Suprema Corte, il criterio più equo di ripartizione del consumo di acqua in condominio, e da adottare in via preferenziale, è quello secondo l’effettivo consumo misurato mediante contatori installati in ogni singola unità immobiliare.
      Pertanto la delibera condominiale da lei citata è certamente legittima.

  • fabio

    15 giugno 2018 20:10 · Rispondi

    Salve. Io ho un appartamento che non ho mai abitato e l’amministratore mi fa pagare 80 metri cubi di acqua l’anno in quanto nel comune di Caltagirone vige la prassi che l’ente gestore dell’acqua fa pagare 80 metri cubi per le case disabitate. E’ giusto?
    L’amministratore afferma che questa prassi vale anche in condominio. Peccato che qualche anno prima mi aveva convinto ad installare un contatore (come tutti gli altri condomini) in modo da poter dimostrare i consumi reali per differenziare le spese rispetto a chi aveva anche il giardino.
    Le chiedo:
    1) Mi tocca pagare veramente 80 metri cubi l’anno se non ho mai consumato un solo litro d’acqua?
    2) Se non sono obbligato, cosa devo dire all’amministratore?
    3) Eventualmente cosa dovrei pagare? Ho letto in un suo articolo la sola quota fissa che equivale a cosa? Forse agli 80 metri cubi?
    La ringrazio di cuore e la saluto cordialmente

    • Avv. Matteo Mami

      20 giugno 2018 11:00 · Rispondi

      Buongiorno, rispondo al suo quesito.
      Le prassi, se non riproduttive di disposizioni di legge, non sono vincolanti.
      Ritengo illegittima la richiesta di far pagare il consumo di 80 mq indipendentemente dal relativo consumo.
      La quota fissa della bolletta è rappresentata da quei costi per la fornitura il cui pagamento viene richiesto indipendentemente dal consumo della materia prima fornita (come ad esempio le spese di gestione del contatore, ecc).
      Tenga però presente che le delibere condominiali illegittime (comprese quelle di ripartizione dei consumi) devono essere impugnate nel temine di 30 giorni, salvo non si tratti di nullità, (previo esperimento del tentativo di mediazione) e che, in caso contrario, sono comunque obbligatorie e vincolanti per i condomini, i quali sono dunque tenuti ai pagamenti ivi previsti.
      I migliori saluti.

  • Sara

    23 maggio 2018 22:53 · Rispondi

    Buona sera, avvocato.
    Cercherò di esser breve in una situazione difficile. Sono una studentessa in affitto dall’anno 2016, a febbraio c.a., è arrivato un conguaglio dell’acqua che comprende il periodo del 2014 al 2018, bolletta intestata al primo coinquilino di questa casa, che non vive più qui dal 2015, ovviamente i vecchi inquilini non hanno mai fatto la voltura nè tanto meno la lettura del contatore, quindi ad oggi ci risulta una bolletta da pagare di 2.660€. Ora noi grazie ad una mia autolettura personale che faccio ogni qualvolta io entri in una nuova casa, siamo riusciti ad avere una lettura che va dal 2016, e la somma è di 1300€. Il problema è che ora, il proprietario di casa, pretende da noi (inquilini attuali) tutti i 1300€ calcolando che a ottobre del 2017 è stato fatto un nuovo contratto con nuovi inquilini. Abbiamo provato a contattare i vecchi, che come ben immagina, di pagare questa bolletta non hanno alcuna intenzione. Ora noi, nuovi inquilini, come dobbiamo comportarci dato che il proprietario di casa pretende da noi tutta la quota?! noi avendo fatto i nostri calcoli arriviamo ad una cifra di 890€, ma il restante per arrivare a 1300€, dei vecchi inquilini chi dovrà pagarlo?! Aspetto una sua risposta. Grazie.

  • Simonetta Senese

    21 maggio 2018 18:38 · Rispondi

    Egregio Avvocato nel
    Mio condominio si verifica a volte una differenza di conteggio tra le letture dell ‘ AQP e quelle della Società incaricata a leggere i contatori nello stabile .
    La differenza la dividiamo in parti uguali fra noi condomini.
    Quest anno l ‘ Amministratore ha comunicato che la differenza era dovuta al fatto che la Società che fa la lettura dei contatori ed emette i relativi cedolini con l importo da pagare ( che dovrebbero essere 4
    Per ogni anno ) non calcola l ‘ IVA che è invece applicata dall ‘AQP.
    Quale richiesta di giustificativi di spesa devo fare per capire se
    Il prospetto di bilancio e ‘ corretto e non vado a pagare invece l acqua consumata da altri ?
    La ringrazio per i ragguagli che vorrà gentilmente farmi.

  • Susanna

    27 aprile 2018 3:50 · Rispondi

    Buon giorno spero veramente tanto nel suo aiuto per risolvere un problema che mi si è presentato in questi giorni. Non vivendo nella casa di proprietà sto ospitando un ami. L amministratore dopo che alcuni dei condomini hanno detto che nel mio appartamento ospito 4 persone ( nel corso della riunione condominiale che si è tenuta pochi giorni fa) ma non è assolutamente vero ma lui mi ha addebitato le spese del l acqua di altre 3 persone!! Può farlo anche se non ci sono delle su quanto detto dai condomini??

  • FILIPPO

    16 aprile 2018 16:19 · Rispondi

    Buonasera,
    nel caso le spese del consumo di acqua siano ripartite nelle quote condominiali per ogni unità nel caso di inadempienza del conduttore al pagamento delle quote condominiali è giusto che le tali spese di consumo acqua siano addebitate al locatore/proprietario dell’appartamento?
    Cordiali saluti

    • Avv. Matteo Mami

      16 aprile 2018 16:22 · Rispondi

      Si

  • nicola

    16 marzo 2018 13:30 · Rispondi

    Buongiorno,
    sono proprietario solo di un box in un condominio. Nei giorni scorsi l’amministratore condominiale con un tecnico ha verificato la perdita d’acqua da una conduttura condominiale che alimenta solo una fontana nel cortile utilizzata per le pulizie del condominio intero (cortile e scale accesso agli appartamenti condominiali). Ha riferito che questa conduttura è abusiva, ossia non c’è nessun contatore ed è un allaccio realizzato diverso fa, prima della sua nomina, fa sulla conduttura comunale. A parere di alcuni proprietari degli appartamenti questa perdita ha provocato dei danni agli stessi per cui l’amministratore ha indetto una assemblea straordinaria per affidare ad un tecnico le opportune valutazioni del danno e ripartire le spese su tutti i proprietari compreso me che ho solo, ripeto, un box nel cortile. Mi chiedo ma l’amministratore condominiale è responsabile di questo allaccio abusivo ? E’ corretto ripartire le spese anche con i proprietari solo di box ?

  • Giorgio Musitano

    16 marzo 2018 12:39 · Rispondi

    Buongiorno, ho comunicato qualche anno fà all’amministratore che per il conteggio dell’acqua non eravamo più in 4 ma in due perchè ho divorziato e i miei due figli vivono al 50% con me. Quindi io più metà dei figli =2.
    Dopo quasi 4 anni mi sono accorto che non era stata fatta la modifica e ho chiesto di essere rimborsato ma mi è stato negato il rimborso e mi è stata fatto solo la modifica per l’anno in corso. Ho qualche speranza di riavere i miei soldi?
    Grazie

  • Massimo

    7 febbraio 2018 7:04 · Rispondi

    Buon giorno. Avrei bisogno anche io del suo aiuto professionale. Ho acquistato un appartamento in una casa semi indippendente totale 2 abitazioni. Usufriamo di un contratto dell’ acqua forfettario. Premetto che è a nome dell’ atltro appartamento e da me mai approvato ne firmato. Cmq nel periodo cui ha abitato ho sempre pagato dando i soldi in contanti al vicino e inestatario del contratto. Ora che sono tre anni che non ci abito più (casa vuota priva di mobili e altre utenze) mi ritrovo che mi ha chiesto di pagare i tre anni di bollette non pagate. È legale tutto questo. Come posso difendermi?

    • Avv. Matteo Mami

      7 febbraio 2018 15:05 · Rispondi

      Come scritto nell’articolo, il fatto che non si faccia uso dell’appartamento e del servizio idrico non esonera dall’obbligo di pagamento della spesa.

  • Lella

    15 gennaio 2018 13:36 · Rispondi

    Buongiorno avvocato, abito in una palazzina con 6 appartamenti sprovvista di amministratore ove un condomino senza alcun incarico formale e con l’assenso di tutti, tranne il mio, si occupa della gestione delle spese dell’acqua e della luce nelle scale. Disapprovo perché pur essendoci i contatori divisionali il calcolo viene fatto in base all’autolettura che ciascuno fornisce senza mai fare un controllo per ogni singolo appartamento. Il numero totale dei consumi della bolletta con coincide mai con quelli forniti dai condomini. Ci può anche stare quando la differenza è minima e non rilevante come succede sempre. Differenza ripartita in modo equo tra i condomini e non in base al consumo. Da precisare che non ci sono perdite dovute a rotture di condotte. Avevo suggerito di avvalerci di una società di servizio “LERCA” che opera nel settore della lettura, contabilizzazione dei consumi privati di acqua potabile ma non hanno voluto. La domanda è questa sono obbligata a continuare a pagare in questo modo e tra l’altro senza alcuna ricevuta di pagamento o posso sottrarmi. I criteri di determinazione dei calcoli della spesa per il consumo dell’acqua non devono essere concordati e accettati all’unanimità da tutti i condomini. La stessa cosa succede per la determinazione della quota della luce nelle scale. viene divisa in parti uguali senza tener conto del piano. quindi chi abita al piano rialzato paga come chi abita al terzo piano. La ringrazio anticipatamente. Saluti

  • tommaso

    12 gennaio 2018 11:16 · Rispondi

    Buongiorno, secondo quale criterio, in termini di legge dovrebbe essere ripartita l’eccedenza Aqp? Secondo le tabelle millesimali di proprietà oppure in base ai consumi annuali di ogni singolo condomino? Grazie anticipatamente per la risposta.
    Cordiali saluti.

    • Avv. Matteo Mami

      12 gennaio 2018 12:17 · Rispondi

      Buongiorno,
      lo stesso criterio adottato e vigente per la ripartizione del consumo acqua.

  • matteo

    8 gennaio 2018 11:46 · Rispondi

    Buongiorno ,
    abito in affitto in un condominio da circa 9 anni .
    Tre anni fa ,il condominio a provveduto a fare installare i contatori in ogni appartamento .
    Nel mio caso , ho avuto delle difficoltà e ho provveduto a fare installare il contatore solo l’anno successivo .
    Per l’anno in cui sono rimasto sprovvisto di contatore , l’amministratore ha provveduto a fare i conteggi delle letture di tutti gli altri appartamenti e ha addebitato a me la differenza , ovvero 600 metri cubi di acqua per un appartamento di 50mq con 2 persone .
    l’anno successivo , provvisto di contatore , il mio consumo è stato di 30 metri cubi , subito l’amministratore ha provveduto a stornar quasi totalmente l’importo dell’anno precedente perché al di fuori di ogni logica , ma gli altri condomini non hanno accettato.
    Oggi l’amministratore chiede al proprietario del mio appartamento , che rigira a me , la spesa di 600metri cubi di acqua consumata per l’anno in cui non avevo il contatore .
    e giustificata la richiesta ?
    grazie in anticipo

    • Avv. Matteo Mami

      8 gennaio 2018 18:05 · Rispondi

      Buongiorno,
      purtroppo la somma è dovuta nei confronti del Condominio in quanto la ripartizione della spesa è stata approvata dall’assemblea.
      Le consiglio di parlare con il proprietario di casa per un accordo tra di voi sulla ripartizione della somma da versare al Condominio, in quanto ritengo che vi sia una responsabilità del condomino proprietario di casa, il quale avrebbe dovuto impugnare l’illegittima delibera di ripartizione della spesa del consumo di acqua.

  • Angelo

    31 dicembre 2017 9:52 · Rispondi

    Buongiorno ho un abitazione in un condominio di 12 famiglie, io non abito più da 4 anni perché mi sono trasferito al nord per lavoro, abbiamo il contatore di sottrazione dove io puntualmente faccio la foto e mando all’amministratore, adesso per il reso conto finale mi tocca pagare 500€ di acqua perché hanno ripartito la somma con i millesimali, io nell’anno 2017 ho consumato 24 metri cubi di acqua( documentati con foto dal telefonino) cosa devo fare? Gli altri condomini dicono che i contatori di sottrazione sono vecchi ed illeggibili, ma il mio no, io l’ho cambiato dieci anni fa e si legge bene! Come mi devo comportare! Buon Anno

    • Avv. Matteo Mami

      2 gennaio 2018 17:39 · Rispondi

      Buongiorno,
      se il criterio di ripartizione del consumo di acqua fino ad oggi applicato, derivante da regolamento contrattuale, cioè adottato all’unanimità, o da delibera assembleare approvata all’unanimità, è quello in base all’effettivo consumo rilevato oggettivamente con strumentazioni tecniche, la modifica di tale criterio deve essere approvato da delibera assembleare all’unanimità.
      In caso contrario il nuovo criterio di ripartizione è illegittimo e può essere oggetto di impugnazione

  • Gerry

    17 dicembre 2017 13:51 · Rispondi

    Buon giorno,
    Abito in un condominio di 4 unità a Padova. Al momento della stipula del contratto mi é stato chiesto dalla proprietaria di aumentare di 20 euro la mia quota di spese condominiali in quanto saremmo andati a vivere in 5 nell’appartamento (anziché 3 come i precedenti inquilini). Accettai senza protestare.
    A seguito della prima bolletta dell’acqua aimé salata verifico eventuali guasti al contatore del mio interno e scopro che a valle di esso oltre che il tubo che porta l’acqua al mio interno esiste un ulteriore tubo (munito di rubinetto) che sparisce nel muro. Il mio é l’unico contatore ad avere a valle questo tubo aggiuntivo. Inoltre, dal rubinetto é possibile attingere dalla mia acqua e ho il forte dubbio che venga utilizzato dalla donna delle pulizie per la pulizia della scala e delle pertinenze esterne.
    Posso chiudere il rubinetto privandolo della maniglia?
    Che altro potrei fare per assicurarmi che nessuno usi acqua poi pagata da me (non ho idea di dove vada il tubo inserito nel muro)?

    Grazie in anticipo.
    Buona giornata

    • Avv. Matteo Mami

      18 dicembre 2017 10:40 · Rispondi

      Buongiorno,
      deve certamente chiedere chiarimenti alla proprietaria/locatrice di casa e, se la situazione è come dice lei, chiedere la rimozione di detto rubinetto.

  • Sergio

    15 dicembre 2017 17:47 · Rispondi

    Buona giornata per tutto lo staff:
    Abito in un condominio di 42 utenze e abbiamo nel giardino
    una presa dell’acqua con canna di gomma allegata di uso comune
    all’ultima assemblea, un condomino si è lamentato dicendo che essendo
    di uso comune non si può usarla esempio per uso personale tipo
    sciacquare damigiane e altro compreso lavare la propria auto.
    Ma gli altri condomini si son chiesti, ma dopo 40 anni che o bene o male
    l’abbiamo usata un pò tutti per cose private,le sembra giusta questa
    lamentela? e eventualmente non sussiste in questo caso l’uso capione?
    Tra pochi giorni abbiamo l’assemblea annuale eventualmente se poniamo
    il problema si può decidere a maggioranza? e se si può quale maggioranza
    ci vuole?
    GRAZIE DELLA CORTESE ATTENZIONE.
    SERGIO FRATUS CHIUDUNO (BG)

  • maria

    9 dicembre 2017 15:12 · Rispondi

    Buonasera, io ho il seguente problema.
    sono in affitto da 4 mesi in un condominio di 5 appartamenti.
    il contatore acea è uno solo, la bolletta è una sola.
    la Signora che ha unico appartamento al secondo piano mi fa arrivare ogni mese un foglietto con scritto spesa acqua 57 spesa luce 10 spesa scale 15.
    in 4 mesi sono arrivate 3 spese acqua per un totale di 180 euro.
    io mi sono lamentata in quanto sono sola con due bambini piccoli e ho contatore dell acqua per controllare il mio consumo il quale è di 8mc a bimestre, 4mc al mese.
    ho chiesto copia della bolletta e non mi è stata data, mi hanno risposto che l acea manda bolletta fissa che sono 360 euro l’anno per ogni appartamento che l acea lo fa di default indipendentemente da quello che si consuma. è vero? a me sembra assurdo. prima avevo in affitto una porzione di villa e il proprietario mi faceva pagare 10 euro al mese di acqua.
    come posso fare per risolvere sto problema. ammalapena ce la faccio con l affitto gas e luce.
    Grazie.

  • erik

    20 novembre 2017 19:22 · Rispondi

    Buonasera Avvocato,

    Ho comprato un’abitazione a settembre dell’anno scorso. Secondo l’amministratore, dovrei pagare le spese dell’acqua del precedente proprietario per il fatto che prima, a sua detta, l’abitazione fosse vuota. Il condominio è privo di contatori personali e vige la ripartizione per millesimi.

    Mi conferma la bontà di tale richiesta?

    Grazie per il suo tempo.

    Migliori saluti.

    EG

    • Avv. Matteo Mami

      21 novembre 2017 11:47 · Rispondi

      Il fatto che l’abitazione fosse vuota non è rilevante.
      L’acquirente di un immobile in condominio è tenuto al pagamento dei contributi condominiali dal momento dell’acquisto.
      Tuttavia, ai sensi dell’art. 63 disp att. c.p.c. è previsto che “Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente”
      Pertanto l’amministratore di condominio può legittimamente chiedere all’acquirente il pagamento delle spese condominiali dell’anno in corso (cioè dell’anno dell’acquisto) e dell’anno precedente anche se trattasi di spese per le quali l’obbligato principale è il precedente condomino venditore.
      Una volta effettuato il pagamento l’acquirente potrà chiedere il rimborso delle predette spese al venditore.
      E’ buona norma pertanto, quando si acquista un immobile in condominio, chiedere all’amministratore di condominio se i pagamenti delle spese condominiali fino a quel momento sono regolari.

  • Denise

    16 novembre 2017 16:37 · Rispondi

    Buongiorno le pongo un quesito. Posso ottenerr un rimborso delle spese dell’acqua comune, anche forfettario essendomi trovata a pagare i miei consumi sciacquone incluso dal 2008 ad oggi in forma contabilizzata dal mio appartamento e in più lo stesso contabilizzato sui consumi comuni ( premetto che l’idraulico mi aveva staccato lo sciacquone dal generale e lo aveva attaccato al mio appartamento) di tutto il condominio sciacquoni altrui inclusi…
    La ringrazio in anticipo per la risposta

    • Avv. Matteo Mami

      16 novembre 2017 16:51 · Rispondi

      Mi scusi ma il quesito è incomprensibile

  • Guido Galati

    3 novembre 2017 14:00 · Rispondi

    Gentile Avvocato, in risposta alla Sua risposta Le chiedo. E’ vero che trattasi di spesa straordinaria ma se la richiesta è fatta dal conduttore per sue esigenze specifiche perchè tale spesa deve ricadere sul proprietario? E’ come se il conduttore decidesse di cambiare attività e aprire una lavanderia industriale che richiedesse una portata d’acqua 10 volte superiore e fosse necessario maggiorare la tubatura. A chi toccherebbe spendere i soldi di adeguamento dell’impianto? Io da proprietario ho sempre ritenuto che una volta garantiti gli allacci ai servizi dei vari enti erogatori eventuali necessità, relative alla specifica attività commerciale, fossero di competenza del conduttore. Grazie ancora per la Sua risposta e la squisita disponibilità.

    • Avv. Matteo Mami

      3 novembre 2017 17:53 · Rispondi

      Il conduttore non può far quel che crede (come ad esempio cambiare attività) nell’immobile locato, in quanto deve servirsene per l’uso determinato nel contratto o per l’uso che può altrimenti presumersi dalle circostanze (art 1587 c.c.).
      Come per la locazione ad uso abitativo, le spese della locazione si distinguono in ordinarie e in straordinarie.
      Le prime sono a carico di chi occupa l’immobile e dunque del conduttore, mentre le seconde rimangono a carico del locatore.
      Il locatore è tuttavia tenuto solo alle obbligazioni di cui all’art. 1575 c.c. (mantenere la cosa in stato da servire all’uso convenuto e garantirne il pacifico godimento durante la locazione)
      Il conduttore può comunque apportare modifiche e migliorie alla cosa locata senza avere tuttavia diritto ad alcuna indennità dal locatore se questi non aveva prestato il consenso (art. 1592 c.c.)
      Ne deriva che se è il conduttore che esegue i lavori per il distacco, le relative spese saranno a suo esclusivo carico se il locatore non ha prestato il consenso.

  • Guido Galati

    3 novembre 2017 12:08 · Rispondi

    In un condominio di uffici e attività commerciali l’utenza idrica viene contabilizzata, da parte dell’Ente erogatore, mediante la lettura di un unico contatore condominiale.
    Successivamente viene effettuata la ripartizione in quanto ogni singola unità immobiliare è dotata di contatore individuale.
    Una delle attività commerciali è un bar tavola calda che utilizzando una quantità di acqua notevole porta il consumo annuo, dell’intero condominio, a superare tutte le eccedenze con l’attribuzione della massima tariffa di utilizzo.
    Se l’attività commerciale in questione richiede un contatore individuale separato i costi, per i lavori di distacco e per l’installazione del contatore diretto con l’Ente erogatore, a chi spettano?
    Al Condominio, al proprietario dell’immobile o al conduttore dell’attività commerciale?
    Grazie per la Sua risposta.

    • Avv. Matteo Mami

      3 novembre 2017 13:20 · Rispondi

      Buongiorno,
      il costo del distacco è a carico del condomino richiedente.
      Trattandosi di spesa straordinaria la spesa sarà a carico del proprietario locatore, salvo diverso accordo.

  • Anna

    3 novembre 2017 11:39 · Rispondi

    Buongiorno ho ritrovato questa conversazione e spero di poter ricevere un suo chiarimento.
    Vivo in un appartamento da circa un mese e mezzo e ieri il proprietario ha portato un documento che riguarda le previsioni di bilancio del condominio con tutte le varie spese. Tralasciando quelle che spettano a lui, dovevamo calcolare il costo dell’acqua in modo tale da pagarlo mensilmente. Noi in un mese e mezzo (siamo in due) abbiamo consumato 16 metri cubi (nel condominio ognuno ha il suo contatore). Lui è andato alla voce autoclave (riguardanti le spese dello scorso anno) e ha diviso il costo che ha pagato ciascun condomino per i metri cubi consumati, deducendo che il costo a metro cubo è di circa 5,25 euro. Li ha poi moltiplicati per 16 metri cubi consumati, dicendoci quindi che dobbiamo pagare 84 euro per un mese e mezzo. A noi sembra una cifra allucinante e questo conto non ci torna molto. Quindi vorremmo capire se questo calcolo da lui fatto per arrivare al costo dell’acqua a metro cubo sia esatto oppure no.
    Un cordiale saluto

    • Avv. Matteo Mami

      3 novembre 2017 13:00 · Rispondi

      Buongiorno,
      il costo complessivo (comprensivo di tutte le voci accessorie) al metro cubo dell’acqua è indicato nella fattura di fornitura dell’acqua.
      Può chiedere al proprietario la verifica di tale dato.
      Il proprietario può chiederne copia all’amministratore.
      Comunque tale dato dovrebbe combaciare con quanto si ottiene dividendo il totale della somma spesa con il totale dell’acqua consumata.

      • anna

        3 novembre 2017 13:20 · Rispondi

        Quindi è possibile che la cifra sia così alta?
        Perchè mantenendo un consumo di 16 metri cubi si parla di circa 900 euro all’anno di acqua e mi sembra veramente tanto per due persone. Da quello che ho capito lui saprà la cifra esatta dell’acqua solo con il conguaglio del prossimo anno. Quindi è per questo che preferisce che paghiamo mensilmente. Però a me questo calcolo e la cifra finale mi sembrano troppi. Possiamo rivolgerci all’amministratore per sapere il costo esatto dell’acqua a metro cubo?

        • Avv. Matteo Mami

          3 novembre 2017 13:28 · Rispondi

          Certamente, chiedete all’amministratore e se non siete soddisfatti del chiarimento vi consiglio di chiedere copia della documentazione (fatture di fornitura dell’acqua e prospetti di ripartizione del consumo) e di rivolgervi ad altro amministratore di condominio di vostra fiducia che potrà assistervi nella risoluzione di questa questione prettamente tecnica.
          Cordialità

          • anna

            3 novembre 2017 15:57 ·

            E’ stato molto gentile. La ringrazio!

  • Azzurra Nicolì

    15 ottobre 2017 19:16 · Rispondi

    Buonasera Avvocato, avrei un quesito da porLe.
    Io e mio marito abitiamo in un appartamento in locazione in un condominio in cui ogni appartamento è dotato di singolo contatore.
    Quando siamo entrati in casa abbiamo dimenticato di prendere la lettura del contatore dell’acqua e nelle spese condominiali ci vengono richiesti dal 1 settembre 2014 (1° giorno in cui abbiamo preso possesso della casa) al 31 dicembre 2014 112.27 euro di consumo acqua.
    Nell’anno successivo abbiamo pagato 240 euro.
    Io e mio marito siamo sicuri di non aver consumato in 3 mesi la metà di quello che in genere consumiamo in 1 anno, ma alla richiesta di spiegazioni sia il capo condomio che il proprietario si rifiutano di darci ulteriori spiegazioni.
    A Suo parere c’è un modo per risalire esattamente ai consumi effettuati in quei soli 3 mesi?

    Cordiali saluti

    • Avv. Matteo Mami

      16 ottobre 2017 10:48 · Rispondi

      Ritengo di no

  • Raffaele

    18 settembre 2017 22:46 · Rispondi

    Buonasera Avv le volevo gentilmente sapere alcune cose abito in un condominio di 36 unità di cui 30 di un unico proprietario che è il costruttore dello stabile abbiamo un debito con la società idrica di circa 40 mila euro per acqua non pagata abbiamo un contatore principale condominiale e poi ogni appartamento ha il suo per misurare i consumi ora invece abbiamo istallato i contatori direttamente con la società idrica facendo il distacco da quello condominiale la mia domanda è il debito vecchio se il costruttore che ha l’omaggio non paga la sua parte può la società idrica attaccare noi altri?
    Grazie
    Il costruttore affitta i suol appartamenti ma non ha mai pagato i consumi
    Dell acqua

    • Avv. Matteo Mami

      19 settembre 2017 18:08 · Rispondi

      Buongiorno,
      per i debiti sorti prima del 18 giugno 2013 (data di entrata in vigore della riforma del condominio) il creditore fornitore di acqua potrà agire nei confronti dei condomini, per il recupero della somma non pagata, solo nei limiti della quota dovuta da ciascuno.
      Per i debiti invece sorti dopo il 18 giugno 2013, il fornitore di acqua non potrà agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini; ciò vuol dire che il creditore dovrà prima agire esecutivamente nei confronti dei condomini morosi e solo in caso di insuccesso per incapienza degli stessi, potrà richiedere il pagamento anche ai condomini in regola con i pagamenti.
      A tal fine l’amministratore è ora tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.

  • Laura forcella

    10 settembre 2017 0:55 · Rispondi

    Buonasera.mi chiamo Forcella Laura e avrei un quesito.sono intestataria di un contatore acqua che serve due unità abitative : la mia e quella del vicino(casa bifamiliare).abbiamo due sittocontatori per la ripartizione certa dei consumi.ma se il vicino non mi pagasse la sua quota che strumenti ho per recuperare i soldi da me eventualmente anticipati?(tra L altro nel mio contratto prestampato della società fornitrice c è scritto solo che il contatore serve due unità abitative ma gli estremi /dati catastali del vicino non compaiono).posso agire in giudizio per il recupero delle somme?posso chiudere L acqua al vicino?grazie anticipatamente laura forcella

    • Avv. Matteo Mami

      11 settembre 2017 9:59 · Rispondi

      Buongiorno,
      in caso di mancato pagamento da parte del vicino potrà agire giudizialmente per il recupero di quanto anticipato.

  • Francesco

    21 agosto 2017 10:40 · Rispondi

    Buongiorno Avvocato,
    gradirei sapere se è legittimo l’invio da parte del Comune di fatture per il pagamento dell’acqua relative al consumo 2017 quindi con periodo di fatturazione 1/1/17- 31/12/17.
    Trattandosi di fornitura di un servizio reso e fatturabile in base all’effettivo consumo, da rilevarsi mediante lettura da parte di incaricato o autolettura nel caso di cittadino collaborativo, può essere richiesto ad agosto il pagamento di un consumo che ancora deve avvenire e peraltro sulla base di un consumo presunto quando ci sarebbe tutto il tempo per eseguire la lettura?
    La ringrazio
    Cordiali saluti

  • Marta Bruno

    25 luglio 2017 9:54 · Rispondi

    Buongiorno,
    abito in un fabbricato residenziale costituita da tre unità immobiliari con contratto di fornitura AQP di un solo contatore; la ripartizione avviene mediante la presenza di due sottolettori di mia proprietà.
    La signora intestataria dell’utenza non ha pagato le bollette (io provvedo personalmente a pagare puntualmente le altre spese sulle parti comuni che non vuole riconoscere), l’ente erogatore gli ha inviato una raccomandata di preavviso di sospensione e formale messa in mora, nonchè perdurando tale situazione la risoluzione del contratto; poichè mi ha consegnato sotto la porta di casa una copia della raccomandata, implicitamente dicendomi di pagare o ci sono conseguenze:
    come posso cautelarmi?
    Immediatamente dopo averla contattata, ho provveduto al pagamento personalmente visto che continuava a rifiutarsi.
    Potrei denunciarlo?
    Ritiene che ci siano i presupposti per l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone?
    Grazie e buon lavoro

    • Avv. Matteo Mami

      25 luglio 2017 10:32 · Rispondi

      Può agire in giudizio (in sede civile) per recuperare la quota dovuta dalla comproprietaria che non provvede al pagamento

  • Hind

    20 luglio 2017 17:55 · Rispondi

    Salve abito in una casa di quattro famiglie con contattore del acqua comune noi siamo 2adulti e2 bambini nel segondo appartamento ci sta la signora con tutta la cantina sua e i box con robinetti nei garage .ora lei quando arriva la bolletta noi paghiamo 4 persone e lei paga X 1 persona.noi nn abbiamo ne box ne cantina è normale cosi

  • Paolo

    9 luglio 2017 16:11 · Rispondi

    Gent.mo Avv.to,
    ho da poco acquistato un appartamento in un condominio dove l’acqua è pagata in misura forfettaria (tutti gli appartamento pagano la stessa cifra indipendentemente dai millesimi e dai consumi).
    Ogni appartamento è comunque provvisto di contatore che però non viene letto. Mi domando, è legittimo questo sistema di misurazione e per cambiarlo occorre una delibera assembleare a maggioranza o all’unanimità? Grazie mille

  • Girolamo

    5 luglio 2017 19:23 · Rispondi

    Salve Avvocato,
    vivo in un condominio dove in autoclave è presente un contatore dell’acqua generale e nei singoli appartamenti i vari contatori ma sprovvisti dei sigilli e quindi possono essere facilmente manomessi, basta svitarli e riavvitarli al contrario per far scendere la lettura e io temo che qualcuno lo faccia oppure che ci sia qualche allaccio abusivo. Perdite non ce ne sono altrimenti saremmo sommersi dall’acqua.
    Le dico questo perchè per un consumo di tot mc di acqua a bimestre, mi arriva una bolletta del consumo effettivo con l’aggiunta di uno sfrido pari al 200% e l’amministratore si giustifica dicendo che è normale questa differenza tra il contatore principale e quelli singoli.
    A me sinceramente tanto normale non mi sembra.
    Io sarei intenzionato a pagare solo il consumo più uno sfrido che non superi il 30%, lei cosa mi consiglia di fare?
    Come ci dobbiamo comportare in questo caso?
    E’ possibile mandare qualcuno a controllare i contatori dei singoli appartamenti a sorpresa per vedere se qualcuno fa il furbo?
    Attendo sue cortesi suggerimenti, grazie, saluti.

  • Erminia Schiavo Rappo

    20 giugno 2017 11:07 · Rispondi

    Buongiorno avvocato,

    approfitto della sua disponibilità per chiederle un parere in merito a un errore nel calcolo della quota ACQUA da me pagata dal 2009 ad oggi.
    Purtroppo mi sono accorta solo di recente che per la quota acqua associata al mio appartamento le persone conteggiate sono 3 anziché 1 con il risultato che ho pagato 150€ all’anno invece di 50€. Ho comunicato l’errore all’amministratore che però mi ha detto che non ho diritto ad alcun rimborso. E’ la verità? Non ho diritto ad alcun rimborso? Se invece fosse mio diritto, quale sarebbe la via per richiederli?
    Grazie mille e Cordiali Saluti

    Erminia Schiavo Rappo

    • Avv. Matteo Mami

      20 giugno 2017 18:06 · Rispondi

      Buonasera,
      purtroppo gli eventuali errori di calcolo non possano che rientrare fra i vizi che comportano l’eventuale annullabilità del verbale assembleare e che, quindi, devono essere eccepiti con l’azione di cui all’art. 1137 c.c. nel termine di 30 giorni, ivi previsto a pena di decadenza.
      (sentenze Corte di Cassazione n. 19605/2012, Tribunale di Roma n. 30 del 02/01/2015, Tribunale di Milano n. 10718 del 24/09/2015)
      Pertanto, una volta decorso il predetto termine non è più possibile impugnare la delibera e chiedere il rimborso.

      • eraldo bombardi

        13 novembre 2017 16:46 · Rispondi

        Da ottobre siamo in affitto in un condominio. L’amministratore pretende che l’acqua venga pagata con le spese condominiali anticipatamente circa 117 euro circa per tre mesi. È possibile per noi avendo un contatore pagare direttamente alla compagnia acque. Motivo che in due non spendevamo così tanto. Grazie

        • Avv. Matteo Mami

          13 novembre 2017 17:33 · Rispondi

          Mi spiace non è possibile

  • Raf

    11 giugno 2017 21:05 · Rispondi

    Buonasera avvocato,
    In un condominio di villette si rileva da anni discrepanza tra un contatore generale e i singoli contatori delle abitazioni. Si pensa ad una perdita, non tutti i condomini hanno però consentito l’accesso dell’amministratore ai contatori singoli. Si provvede a posizionare contatori parziali per ogni blocco di 4 villette. Nel caso in cui si sia ritrovata una perdita in un blocco chi risponde? L’intero condominio o gli occupanti del blocco di villette? E chi paga le spese di riparazione di una perdita all’interno del blocco delle quattro villette. In tutto si tratta di più blocchi per un totale di 30.
    Grazie in anticipo per l’attenzione.

    • Avv. Matteo Mami

      12 giugno 2017 10:31 · Rispondi

      Buongiorno,
      paga chi è il proprietario del tubo che perde.
      Quindi, in poche e semplici parole, occorre accertare dov’è la perdita e di chi è quel tubo

  • Giancarlo

    25 maggio 2017 16:30 · Rispondi

    Buongiorno avvocato.
    Vedo che ha la pazienza di rispondere e allora approfitto per il mio caso per il quale non ho trovato soluzione.
    Ho comprato due anni fa una edificio con abitazione e due uffici ognuno di 100 mq con annesso un capannone di 300 mq.
    Tutti con unico contatore sulla strada.
    Da un anno ho locato un ufficio e il capannone che è diventato negozio con attività di ristorazione e vendita alimentari.
    Ora ho messo i contatori ma con quale criterio devo calcolare e farmi rimborsare i consumi acqua pagati solo da me??
    Si considera la differenza di consumi potenziali tra ufficio (senza doccia) abitazione e negozio dove si preparano vivande e si lavano stoviglie e locali quotidianamente??
    Grazie

    • Avv. Matteo Mami

      25 maggio 2017 16:59 · Rispondi

      Scusi non ho capito.
      Se ha installato un contatore in ogni unità (appartamento, uffici e capannone), la ripartizione della spesa deve essere fatta in base ai singoli consumi riscontrati in ogni unità.

      • Giancarlo

        26 maggio 2017 15:44 · Rispondi

        Buongiorno.
        Intendevo dire:
        due anni fa ho comprato.
        un anno fa ho affittato negozio e uffici.
        un mese fa ho messo i contatori a sottrazione nel negozio e negli uffici.
        Ho sempre pagato l’acqua solo io.
        Come devo calcolare il rimborso delle bollette dell’ultimo anno dagli uffici e dal negozio di ristorazione avendo solo la lettura del contatore principale?
        La ripartizione per millesimi l’ho vista applicata sempre nei casi omogenei di abitazioni ma in questo caso che si tratta di tipologie di catasto diverse nonchè attività diverse con usi diversi dell’acqua quale criterio è più equo??
        grazie

      • Giancarlo

        26 maggio 2017 15:48 · Rispondi

        aggiungo che avendo comprato tutto l’immobile sono unico proprietario.
        non esiste nessuna assemblea di condominio nè regolamento condominiale

        • Avv. Matteo Mami

          26 maggio 2017 16:39 · Rispondi

          L’unico criterio equo e certo è quello effettuato secondo gli effettivi consumi.
          Escluso questo criterio (per mancanza dei singoli contatori), la ripartizione più equa è quella effettuata secondo i consumi presunti.
          Potrebbe pertanto attendere sei mesi oppure un anno, vedere i consumi effettivi in ogni unità (secondo quanto rilevato dai singoli contatori) ed effettuare la ripartizione dei consumi in egual modo e proporzione per il periodo precedente all’installazione dei singoli contatori, sulla base dei consumi presunti in ogni unità (e determinati sulla scorta di consumi effettivi).
          In tal caso le consiglio di rendere partecipi gli inquilini di tale decisione e di far loro sottoscrivere a futura memoria una scrittura per accettazione.

  • Luigi

    21 maggio 2017 19:58 · Rispondi

    Salve avvocato nel mio piccolo condominio siamo 2 famiglie , noi 2 adulti e 2 bambini e i signori sotto 2 adulti abbiamo un unico contatore dell’ acqua e dividiamo la bolletta a persona la domanda che le chiedo è la seguente i costi fissi della bolletta (tasse)come andrebbero divisi ?
    Grazie

  • Debora

    21 maggio 2017 14:53 · Rispondi

    Salve, nel condominio dove abito il contatore dell’acqua è singolo. La spesa viene divisa per persone occupanti. Un condomino ora vorrebbe dividere la spesa per millesimi, è vero che basta solo un condomino per poterlo fare?
    La Rongrazio

    • Avv. Matteo Mami

      24 maggio 2017 10:29 · Rispondi

      Buongiorno,
      se il criterio di ripartizione per persone occupanti deriva da convenzione avente natura regolamentare contrattuale, cioè approvata all’unanimità, per la modifica del criterio occorre l’unanimità.
      Diversamente, nel caso in cui il criterio di ripartizione per persone occupanti sia stato approvato a maggioranza (e non all’unanimità), tale criterio di ripartizione è illegittimo, e il singolo condomino può impugnare la delibera e chiedere la ripartizione per millesimi.

  • Giancarlo

    6 maggio 2017 18:23 · Rispondi

    Buongiorno.

    Ho fatto installare nel mio appartamento un contatore d’acqua nel mese di maggio 2017. L’appartamento in condominio da 5 anni che in vendità. Devo pagare l’acqua per tutto l’anno o dal giugno in poi pago solo quello che conta il mio contatore? (cioè niente visto che non abita nessuno non ce’ nessun consumo)? Grazia per la risposta.

    • Avv. Matteo Mami

      8 maggio 2017 16:05 · Rispondi

      Dipende dal criterio di ripartizione adottato in Condominio.
      Ad esempio, se il criterio adottato è quello dei millesimi di proprietà la ripartizione continuerà ad essere effettuata secondo quel criterio.
      La modifica del criterio di ripartizione non può essere unilaterale per iniziativa del singolo condomino, deve essere deliberata dall’assemblea, oppure occorre ricorrere al Giudice.
      L’argomento è già stato trattato nei precedenti post.

  • Piero

    29 aprile 2017 10:39 · Rispondi

    Buongiorno Avvocato,
    Sono comproprietario di un appartamento, ricevuto in eredità dai genitori, non abitato da nessuno degli eredi né da altri. L’ex Amministratore dopo aver intascato i soldi relativi alle quote di eccedenza idrica si è dileguato, lasciando così insoluto il relativo pagamento all’Ente che gestisce la distribuzione idrica. In seguito alla sospensione di fornitura idrica per la sua riattivazione l’attuale Amministratore ha fatto richiesta della quota insoluta,ripartita in base ai millesimi, anche a chi, come il sottoscritto, ha sempre pagato le quote ordinarie non avendo mai sconfinato nell’eccedenza essendo l’appartamento non abitato. Faccio presente inoltre che ogni appartamento dello stabile è dotato di contatore che registra i mc consumati. Ho chiesto all’Assemblea condominiale di procedere legalmente contro l’ex Amministratore ma la mia richiesta non è passata.
    Nel chiederLe che sono obbligato a tale pagamento Le porgo i miei saluti ed il mio ringraziamento.

    • Avv. Matteo Mami

      2 maggio 2017 10:33 · Rispondi

      Buongiorno,
      sì il pagamento è comunque dovuto, però secondo il relativo criterio di ripartizione dei consumi vigente in Condominio.
      Come mai essendovi i singoli contatori la ripartizione viene effettuata per millesimi? E’ così previsto nel regolamento condominiale?
      Non molto comprensibile poi la decisione di non procedere contro l’ex amministratore.
      Il singolo condomino può comunque agire contro l’ex amministratore, e le consiglio di iniziare con una denuncia all’Autorità Giudiziaria per appropriazione indebita.

  • Luca

    24 aprile 2017 11:00 · Rispondi

    Gentile Avv. Mami, La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e per la cortese attenzione che vorrà accordarmi.
    Le espongo la mia situazione:
    sono uno studente universitario e sono (insieme ad altri tre colleghi) affittuario di un appartamento sito in un condominio (abbiamo sottoscritto un Contratto di locazione per studenti universitari).
    Il sopracitato condominio è dotato di un unico contatore e la ripartizione delle spese viene effettuata attraverso dei contatori a sottrazione.
    A partire da quest’anno, la tariffazione che ci viene applicata dall’amministratore è quella “ad uso domestico NON residente” (che si distingue da quella “ad uso domestico residente” utilizzata per la restante parte dei condomini) nonostante il Gestore del servizio idrico invii un’unica bolletta.
    Le chiedo:
    L’amministratore, vista l’applicazione di due metodi di tariffazione differenti e visto l’invio di un’unica bolletta, ha segnalato al Gestore del servizio idrico la presenza di appartamenti in cui sono locati dei “residenti” e dei “non residenti”?
    in questo scenario, è lecito applicare due distinti metodi di tariffazione?
    La ringrazio e Le porgo i miei più cordiali saluti.

  • Annamaria

    10 aprile 2017 16:38 · Rispondi

    Buongiorno Avv. Mami,
    nel mio condominio la suddivisione delle spese dell’acqua, non essendoci contatori di sottrazione su ciascun appartamento, avviene con il pagamento di una quota fissa in base al numero delle persone che ci abitano, derogando alla norma di suddivisione per millesimi (ad es. paghiamo € 100 a testa, se in un appartamento ci abitano in 3 l’importo dovuto sarà € 100 x 3) approvata con unanimità dall’assemblea.
    L’anno scorso 2 condomini hanno installato nei propri appartamenti i contatori di sottrazione e pretendono di pagare le spese dell’acqua sulla base dei loro consumi, sostenendo che avendo installato tale contatore, individuano l’importo da loro consumato e quindi non vogliono pagare di più.
    Non esiste nessuna delibera assembleare che approvi il pagamento in questo modo, perché significherebbe che alcuni pagherebbero a consumo e altri in base alle persone che occupano gli appartamenti. Pertanto, le vorrei chiedere se questi condomini possono pretendere il pagamento dell’acqua secondo il loro consumo, oppure cosa sarebbe necessario affinché loro possano pretendere il pagamento secondo quanto consumato. Se è necessaria una delibera, come deve essere la maggioranza? E la delibera può stabilire criteri diversi tra i condomini?
    Grazie,
    Annamaria

    • Avv. Matteo Mami

      11 aprile 2017 11:41 · Rispondi

      Buongiorno,
      è da rilevare che l’installazione di contatori per il consumo dell’acqua in ogni singola unità abitativa o commerciale costituisce misura alla quale il legislatore guarda con particolare favore, in quanto volta a razionalizzare i consumi ed a eliminare gli sprechi e quindi a conseguire, in una prospettiva di tutela ambientale, il risparmio della risorsa idrica (legge n. 36/1994 art. 5e, D.P.C.M. 4 marzo 1996 – Disposizioni in materia di risorse idriche – ora D.Lgs n. 152/2006 art. 146)
      Per quanto sopra, qualsiasi condomino può far mettere all’ordine del giorno dell’assemblea l’obbligo di installazione dei contatori in ogni appartamento, ed in mancanza di accettazione della richiesta, può agire personalmente citando il Condominio avanti al Giudice di Pace (che ha competenza nella materia) per ottenere la pronuncia giudiziale.

  • Nome (richiesto)

    24 marzo 2017 23:12 · Rispondi

    Buonasera Avv. Mami la ringrazio per la sua professionalità che mette a disposizione. Il mio condominio ha un debito nei confronti dell azienda che gestisce l acqua di € 70000,00 di cui € 40000,00 per una perdita occulta. Su 36 condomini 10 non pagano neanche l acqua che consumano, lei capisce bene che per noi in regola coi pagamenti è diventato insostenibile. L azienda ci ha già chiuso limitando l ingresso d’Acqua, e ci ha detto che farà i contratti singoli solo dopo avere ricevuto la somma. Cosa ci consiglia di fare? È una cosa lecita obbligarci a pagare anche per chi non paga? I € 40000,00 si devono pagare interamente o ci sono procedure di sgravio? Di fatto con la riduzione d acqua, a me che sono all’ultimo piano non arriva acqua, posso citare l azienda ai danni?

  • pasquino7

    23 marzo 2017 18:46 · Rispondi

    Buon giorno
    approfitto della sua gentilezza e competenza per avere una risposta ai seguenti quesiti:
    nel condominio dove abito, non tutti i condomini permettano la lettura del contatore da parte del tecnico preposto, il loro consumo viene comunicato, a voce o con biglietti lasciati attaccati alla porta. i loro consumi risultano sospetti, troppo bassi.
    E’ possibile, attraverso l’approvazione dell’assemblea, addebitare un minimo consumo a chi non consente la lettura o il controllo del buon funzinameno del contatore
    Se si, esistono dei parametri di legge che stabiliscono quanto deve essere il consumo da addebitare in caso di mancata lettura.
    esiste qualche altra misura, da proporre in assemblea, scoraggiare questi furbastri

    la ringrazio

  • Nome (richiesto)

    21 marzo 2017 23:57 · Rispondi

    buonasera avv mami, in un condominio sono istallati dei singoli contatori, una perdita d’acqua e le somme non pagate dai condomini morosi come vengono ripartite? In base ai consumi di acqua o per millesimi. Le era stata posta una domanda simile ma non ho trovato risposta.

    • Avv. Matteo Mami

      23 marzo 2017 13:40 · Rispondi

      Buongiorno,
      se la perdita d’acqua proviene da una tubazione comune, come presumo, la ripartizione del relativo consumo deve avvenire secondo millesimi di proprietà.
      Infatti, anche la sentenza in commento ha confermato che la ripartizione dell’acqua delle parti comuni deve avvenire secondo i millesimi di proprietà.
      Diversamente, se la perdita provenisse da una tubazione di un singolo appartamento, questa verrebbe certamente conteggiata dal singolo contatore e, quindi, addebitata al singolo condomino.
      Per quanto riguarda le spese non pagate dai condomini morosi, queste non devono essere ripartite, cioè addebitate agli altri condomini.
      Queste spese, infatti, devono essere solo anticipate dagli altri condomini al fine di avere i fondi necessari per far fronte alla spesa nei confronti del fornitore.
      Tale anticipazione solitamente avviene con un aumento delle rate condominiali stabilite in sede di bilancio preventivo.
      A volte, per far fronte a spese non pagate di una certa consistenza, si ricorre anche alla costituzione di un fondo cassa specifico.
      Resta comunque fermo l’obbligo per l’amministratore di agire entro sei mesi, salvo dispensa assembleare, nei confronti dei condomini morosi per il recupero delle spese condominiali non pagate.
      D’altronde, la giurisprudenza ha più volte affermato che in mancanza di diversa convenzione adottata all’unanimità, espressione dell’autonomia contrattuale, la ripartizione delle spese condominiali deve necessariamente avvenire secondo i criteri fissati nell’art. 1123 c.c. e, pertanto, non è consentito all’assemblea condominiale, deliberando a maggioranza, di ripartire tra i condomini non morosi il debito delle quote condominiali dei condomini morosi; invece, nell’ipotesi di effettiva improrogabile urgenza di far fronte alle spese condominiali (come ad esempio far fronte al pagamento di fornitori) può ritenersi consentita una deliberazione assembleare, la quale tenda a sopperire all’inadempimento del condomino moroso con la costituzione di un fondo cassa ad hoc, tendente ad evitare danni ben più gravi nei confronti dei condomini tutti.

  • Samuela

    19 marzo 2017 14:40 · Rispondi

    Salve avvocato abito in un condominio di 4 piani ma soltanto il mio è abitato come mi devo comportare nella divisione della bolletta idrica?

    • Avv. Matteo Mami

      20 marzo 2017 10:06 · Rispondi

      Se gli appartamenti non sono dotati di singoli contatori e non è previsto (con regolamento contrattuale o delibera approvata all’unanimità) un diverso metodo di ripartizione della spesa dell’acqua, quest’ultima deve essere ripartita secondo i millesimi di proprietà, indipendentemente dal fatto che gli appartamenti siano abitati o meno

  • Angelo

    18 marzo 2017 9:35 · Rispondi

    Salve, è possibile che in un condminio con, apparramenti dotati, di box la cui quota acqua è ripartita secondo le persone residenti, venga attribuita la quota di 1 persona residente a chi possiede solo il box che non ha utenza idrica, assolutamente identica al condomino residente in appartamento che vive da solo ed ha anche il box. Ossia 1 quota paga il possessore del solo box ed 1 quota paga chi posside appartamento e box o solo appartamento. Grazie
    Angelo Tringali

    • Avv. Matteo Mami

      20 marzo 2017 10:01 · Rispondi

      Se i box non hanno allacciamento idrico i soli proprietari dei box non devono pagare nulla per il consumo acqua

  • Lorenzo

    16 marzo 2017 15:18 · Rispondi

    Buongiorno,
    nel mio condominio l’acqua (fredda e calda) viene ripartita in base agli occupanti. Prima dell’assemblea ogni condomino dichiara il numero di persone.
    Dal 2016 non abito più li e saltuariamente affitto l’appartamento.
    Durante l’ultima assemblea, alla quale non ho partecipato, hanno deciso di alzare il mio coefficiente da 4 a 6 persone. Senza chiedermene conferma o autorizzazione.
    E’ legale o hanno abusato?
    Ringrazio anticipatamente e saluto.

  • stefano

    2 marzo 2017 16:38 · Rispondi

    Buon giorno sig avvocato
    volevo chiederle una infomazione
    sono proprietario di un appartamento ubicato in un condominio di 14 unita in una localita di mare del veneto
    ed in totale ci sono 3 proprietari io ed un altro si sole 1 unità mentre il 3 proprietario detiene 12 unità.
    in nessun appartamento e presente il contattore dei consumi dell’acqua e il donomino di maggiornaza ha fatto mettere nell’ordine del giorno della prossima assemblea la discussione e deliberea di ripartire le spese fisse dell’acqua in mariti uguali tra i condomini e non in millesimi come fino a qui fatto
    ora le chiedo questo si puo fare?? praticamente la bolletta dell’acqua verrebbe divisa e scorporato la parte di consumi con la parte fissa ed utilizzato un metodo di calcolo diverso , questo e fattibile?
    la ringrazio fin da ora

    • Avv. Matteo Mami

      2 marzo 2017 18:19 · Rispondi

      Buonasera,
      la delibera è valida solo se approvata all’unanimità, cioè da tutti i condomini.

  • paolo

    28 febbraio 2017 15:47 · Rispondi

    Buongiorno, io abito in un condominio di 11 appartamenti ognuno con relativo contatore di sottrazione. alla ripartizione dell’acqua l’ammistratore mi assegna un consumo di 250mc. da relative letture effettuate a fine 2015 di 152mc e fine 2016 di 332mc con un consumo effettivo di 180mc inferiore a quello indicato dall’amministratore. chiedendo informazioni mi viene comunicato che nella ripartizione del 2015 erano state rilavate 2mc a inizio 2015 e 82mc a fine 2015, con una differenza della stessa lettura di fine 2015 di 70mc. considerando che il 2014 è stato approvato e chiuso senza nessun debito nei confronti dell’ente erogatore, quella differenza è dovuta? è solo un errore dell’amministratore delle letture? se io nel 2016 ho consumato 180 perchè devo pagare per 250? le due ripartizione devono essere collegate tra loro?
    grazie per la risposta, cordiali saluti

    • Avv. Matteo Mami

      28 febbraio 2017 15:53 · Rispondi

      Buongiorno,
      ovviamente si deve pagare per quanto consumato.
      Le consiglio di chiedere chiarimenti all’amministratore in merito alla divergenza tra mc addebitati e consumati

  • Nome (richiesto)

    26 febbraio 2017 20:02 · Rispondi

    Buona sera avv.MATTEO MAMI,le scrivo per sapere se è possibile pagare l’acqua condominiale(previsto di contatori per ogni inquilino)ogni 6 mesi o 3 mesi,nell’attesa di un suo benevolo riscontro porgo distinti saluti,Ivan.

    • Avv. Matteo Mami

      27 febbraio 2017 13:08 · Rispondi

      Buongiorno,
      solitamente la spesa dell’acqua viene pagata con le rate condominiali (come tutte le altre spese), quindi dipende dalle scadenze di queste e fissate dall’amministratore.
      Cordialità

  • Paola Borile

    15 gennaio 2017 12:28 · Rispondi

    Buongiorno avvocato, abito in un condominio con 12 unità immobiliari e 8 negozi di cui due di ristorazione (ristorante e pasticceria), dove la divisione dell’acqua viene fatta a millesimi. Non abbiamo niente nel regolamento che impedisca cambiare la modalità di tale ripartizione. Il Veneto non ha legislato diversamente alla D.P.C.M. 4 marzo 1996 – Disposizioni in materia di risorse idriche, ne quanto D.L. n° 152 del 3 Aprile 2006 dove si rafforza quanto detto, allargando tale obbligo anche alle attività produttive e terziarie.
    In una delibera condominiale del 2006 esattamente, alcuni condomini chiedono l’istallazione di contatori di sottrazione, e l’amministratore chiede che chi lo fa comunichi i dati di questi contatori all’amministrazione, essendo i condomini in maggioranza. Così viene fatto, ed i condomini passano via AR sia numero di contatore sia lettura. Dal 2006 ad oggi, ultima delibera condominiale, la divisione continua ad essere fatta in millesimi. È stato deciso che si farà (delibera del 13/01/2017 sempre in maggioranza) un preventivo per istallazione dei contatori di sottrazione in tutte le unità ed anche un contatore dell’acqua di annaffiamento del giardino. Di nuovo, le persone che avevano già installato i suddetti contatori non vengono considerate, come non viene preso a carico nessuna lettura previamente fatta e documentata da AR. Cosa si fa in questi casi dove una delibera condominiale viene sconsiderata dagli amministratori per 10 anni?

    • Avv. Matteo Mami

      16 gennaio 2017 17:22 · Rispondi

      Buongiorno,
      dovete insistere in assemblea affinché venga deliberata l’installazione dei contatori di sottrazione per ogni unità immobiliare e l’adozione del criterio di ripartizione secondo consumo rilevato.
      Chi se ne è già dotato ovviamente non deve partecipare alla relativa spesa.
      Nel caso in cui l’assemblea non dovesse deliberare in tal senso non le resta che affidarsi ad un legale.

  • giuseppe

    15 gennaio 2017 11:46 · Rispondi

    Nel mio condominio abbiamo un contatore generale e i contatori per ogni singola unità abitativa e ricaviamo per differenza dal totale consumato la quota a carico del giardino provvisto di impianto di irrigazione.
    Il consumo relativo al giardino va ripartito in parti uguali o per millesimi?
    Grazie

    • Avv. Matteo Mami

      16 gennaio 2017 16:54 · Rispondi

      Il consumo dell’acqua che serve per le parti comuni dell’edificio deve essere ripartito secondo millesimi di proprietà, indipendentemente dalla presenza o meno di contatori in ogni singola unità abitativa.
      Lo ribadisce la stessa sentenza in commento (Cassazione sentenza 01.08.2014 n. 17557).

  • massimo

    9 gennaio 2017 15:41 · Rispondi

    Salve avvocato la quota di dispersione idrica cioè la differenza tra la somma dei consumi dei singoli contatori e la quantità di acqua fornita dall’acquedotto come viene distribuita? divisa in parti uguali oppure in base ai consumi? potrebbe citarmi qualche articolo del codice civile e qualche sentenza in merito? grazie

    • Avv. Matteo Mami

      16 gennaio 2017 16:55 · Rispondi

      Il consumo dell’acqua che serve per le parti comuni dell’edificio deve essere ripartito secondo millesimi di proprietà, indipendentemente dalla presenza o meno di contatori in ogni singola unità abitativa.
      Lo ribadisce la stessa sentenza in commento (Cassazione sentenza 01.08.2014 n. 17557).

  • nicola

    2 gennaio 2017 14:07 · Rispondi

    Buon giorno avvocato abito in un condominio di 10 inquilini, vi spiego che nel mio condominio abbiamo una morosità di 1700 euro di acqua del 2014, essendo che è ststa fatta una riunione hanno deciso di dividere le spese in parti uguali ma io non sono daccordo perché muniti tutti di contatore. Come viene suddiviso il pagamento da precisare che io sono l’unico disoccupato nel condominio e non ho un euro di debito nel condominio. Grazie in anricipo di una sua risposta saluti nicola.

  • pietro

    24 novembre 2016 13:56 · Rispondi

    Buongiorno, l’amministratore del condominio di cui sono proprietario di un appartamento seppure non ho ne la residenza ne le utenze allacciate in quell’appartamento (l’appartamento è vuoto), nelle mie spese condominiale ha inserito anche quella relativa al consumo della luce comune e quella relativa alla pulizia e svuotamento dei degrassatori fognari ed inoltre, la ripartatizione delle spese è stata fatta in parti uguali e non in millesimi. Tali spese le devo pagarle? L’amministratore si appella all’art. 1123 del codice civile. La ripartizione delle spese condominiali in parti uguali è stato deciso in assemblea condominiale.P.S.: il condominio è privo di scensore.grazie.

    • Avv. Matteo Mami

      24 novembre 2016 15:01 · Rispondi

      Buongiorno,
      le spese sono certamente dovute anche se l’appartamento non è abitato.
      La ripartizione secondo criteri diversi da quelli previsti dalla legge (in base alle tabelle millesimali di proprietà come previsto dall’art. 1123 c.c.) deve essere approvata dai condomini all’unanimità (Cass. n. 22824 del 7.10.2013).

  • Boutourline Diamante

    18 novembre 2016 13:00 · Rispondi

    Buongiorno Avvocato, nel 2010 ho preso possesso di due appartamenti contigui (appartamenti ex- rurali annessi a villa cinquecentesca, a seguito di “rifiuto di legati e accordo di reintegra di quote di legittima”. L’acqua in Tali appartamenti prima del mio ingresso erano collegati con l’impianto idrico della villa e lo è stato fino a questo momento quando ho deciso di venderli e di richiedere al proprietario di procedere all’installazione di contatori singoli. Nell’atto di accordo di reintegra si legge che la sottoscritta e il proprietario si “impegnano il prima possibile a richiedere la suddivisione delle forniture idriche” cosa che appunto non è fino ad oggi avvenuta. Non c’è condominio e il proprietario mi richiede oggi quota dell’acqua utilizzata in questi anni senza far riferimento però al criterio di detta suddivisione, tenuto conto che la villa è di 700 mq più 4 ettari di terreno coltivato con alberi da frutta e ulivi, piscina e giardino monumentale all’italiana. La mia famiglia è composta da 5 persone e gli immobili sono di 60+ 40 mq.
    Grazie

  • Alessandra

    12 novembre 2016 18:00 · Rispondi

    Buona sera avvocato. Da pochi mesi ho preso casa in un condominio con 6 proprietari di cui fino a un anno fa il proprietario era unico ed aveva deciso di ripartire le spese per persona, scrivendolo e registrandolo nel regolamento di condominio. Poiché nel corso dell’ ultimo anno sono stati installati i contatori solo in alcuni degli appartamenti (5/18 con tutti proprietari diversi) mentre gli altri 13 appartamenti sono rimasti senza contatore (ma tutti di un proprietario) come posso fare a far valere il mio diritto di pagare quanto consumo visto che nel mio appartamento è un dato oggettivamente rilevabile? La ringrazio. Alessandra

    • Avv. Matteo Mami

      14 novembre 2016 15:50 · Rispondi

      Buongiorno,
      negli appartamenti dove sono installati i contatori la ripartizione avviene comunque in base alle persone occupanti?
      Tenga presente che la modifica della disciplina legale dei criteri di ripartizione delle spese è legittima se approvata all’unanimità (cfr. Cass. sez. II. 17.1.2003 n. 641; Cass. ord. n. 22824 del 7.10.2013).
      Vi è da segnalare, tuttavia, che sempre la Corte di Cassazione con la sentenza 10895 del 16 maggio 2014 ha dichiarato che l’installazione dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua in ogni singola unità immobiliare può essere deliberata con la maggioranza semplice dall’assemblea di condominio, anche se la ripartizione del servizio è disciplinata diversamente dal regolamento contrattuale.
      Nel suo caso, tuttavia, il proprietario che non ha installato i contatori nei propri appartamenti ha la maggioranza in assemblea (13 su 18 appartamenti).
      Pertanto, se questi si oppone, ritengo non vi sia nulla da fare

      • Alessandra

        14 novembre 2016 17:55 · Rispondi

        La ringrazio per la risposta. Al momento la suddivisione è stata effettuata pro capite per tutti. La questione è : ho qualche cavillo a cui aggrapparmi per richiedere una gestione mista relativamente alla gestione della suddivisione? Mi spiego meglio. Fatta 18/18esimi la torta, posso richiedere che chi è dotato di contatore usi quello come criterio per i costi variabili e che le quote fisse e comuni siano suddivise per millesimi?Grazie. Alessandra

        • Avv. Matteo Mami

          14 novembre 2016 18:06 · Rispondi

          Occorre la delibera dell’assemblea come sopra esposto

  • Mauro

    9 novembre 2016 13:07 · Rispondi

    salve,
    sono un tecnico e mi è stato richiesto da un cliente di calcolare i millesimi di proprietà relativi solamente all’acqua.
    Il cliente ha in proprietà due appartamenti in affitto che hanno contatori separati per luce e gas, ma un unico contatore per quanto riguarda l’acqua.
    Come posso fare per calcolare i millesimi in questo caso?
    potrebbe bastare un discorso di superfice? oppure una percentuale riferita alle persone residenti negli appartamenti?
    grazie

    • Avv. Matteo Mami

      9 novembre 2016 13:53 · Rispondi

      Buongiorno,
      consiglio di installare un contatore dell’acqua per ciascun appartamento, il modo più pratico ed equo per la ripartizione dell’acqua.
      Non mi intendo di modalità di calcolo dei millesimi.
      Mi scusi, ma il tecnico è lei.

  • ZAFFINO GIUSEPPE

    7 novembre 2016 14:55 · Rispondi

    Buongiorno, grazie per avermi risposto con sollecitudine e la informo che per quanto riguarda gli appartamenti, il consumo dell’acqua la paghiamo direttamente al Comune in quanto il contatore è intestato singolarmente, l’unico contatore dell’acqua intestato al condominio è quello del locale comune, dove sono allacciate le soffitte di 5 condomini e il rubinetto del locale comune.
    Le chiedo come deve essere ripartita la spesa condominiale.
    Grazie

    Giuseppe

    • Avv. Matteo Mami

      7 novembre 2016 15:26 · Rispondi

      Non capisco perché i 5 condomini si siano allacciati alla tubatura comune, per un proprio uso esclusivo, anziché alla tubatura dei propri rispettivi appartamenti.
      Ritengo tale comportamento non legittimo.
      Per ovviare alla questione suggerisco di far installare 5 contatori sui singoli allacci che portano alle soffitte dei condomini, in modo da misurare e ripartire singolarmente il consumo di acqua di detti condomini.
      Ogni altro criterio di ripartizione non risulterebbe equo.
      Il restante consumo del rubinetto comune ripartito secondo millesimi di proprietà.

  • ZAFFINO GIUSEPPE

    6 novembre 2016 20:18 · Rispondi

    Buongiorno, abito in un palazzo di 8 appartamenti; abbiamo un contatore dell’acqua collegato ad un rubinetto installato nel locale comune.
    A questo contatore si sono allacciati 5 condomini portando l’acqua nelle loro soffitte, per uso personale; l’acqua condominiale viene utilizzata anche per la pulizia delle scale una volta la settimana.
    Vi chiedo, come dovrebbe essere ripartita la spesa fra i condomini.
    Grazie
    Giuseppe

    • Avv. Matteo Mami

      7 novembre 2016 10:35 · Rispondi

      Buongiorno,
      il quesito non è molto chiaro.
      Il consumo di acqua degli appartamenti come viene suddiviso?
      Se non sono installati contatori per misurare il consumo di ogni singolo appartamento e relative pertinenze, e non è diversamente previsto da regolamento condominiale, la ripartizione del consumo dell’acqua deve essere effettuata secondo millesimi di proprietà.

      • Lorenzo

        9 novembre 2016 0:44 · Rispondi

        Buonasera Avv. Mami. e grazie per la sua risposta ; spiego meglio : ognuno dei cinque condomini ha il contatore di sottrazione , pertanto i consumi di ognuno sono evidenti , ma lo sviluppo delle fattura viene fatto come descritto nei due messaggi precedenti . La ringrazio tanto per il tempo che vorrà dedicare ai miei quesiti , buonasera .

        • Avv. Matteo Mami

          9 novembre 2016 13:45 · Rispondi

          Se ognuno dei cinque condomini ha un proprio contatore, la ripartizione e addebito della spesa per questi va effettuata in base al consumo rilevato da ogni singolo contatore.
          La rimanenza dell’acqua consumata (rubinetto comune) deve essere ripartita e addebitata secondo millesimi di proprietà.

          • Lorenzo

            10 novembre 2016 0:56 ·

            La ringrazio tantissimo per la Sua disponobilià , ma la domanda specifica riguardava il concetto della ripartizione sulle fascebase ed agevolata in quanto due condomini , consumando poco ,, non occupano qanto erogato nelle tariffe basse. Sviluppando i mc.i degli altri tre in base ai consumi,si addebitano importi in prima eccedenza non risultanti però nella fattura ; praticamente lo sviluppo così effettuato produce un importo a pagare superiore a quello indicato nel totale fattura. L’importo eccedente la fattura ( che deriva dagli addebiti ai tre condomini ) viene poi suddiviso in 5 parti uguali da defalcare ai 5 condomini . Praticamente il condomino che consuma meno , ma che dovrebbe per es. pagare 50 euro ne paga 40 , cioè meno di quanto effettivamente consumato ( tutto in tariffa base) Ringraziandola , cordiali saluti . P.S. Trovo il suo sito molto interessante e La ringrazio per la pazienza e la cortesia con cui si prende cura delle nostre incertezze.

          • Avv. Matteo Mami

            10 novembre 2016 12:10 ·

            Scusi Sig. Lorenzo,
            ma lei è intervenuto in un’altra discussione (quella creata dal Sig. Zaffino) e ha creato confusione.
            Le mie risposte si riferivano alle domande poste dal Sig. Zaffino.

  • Lorenzo

    3 novembre 2016 9:37 · Rispondi

    Scusi , ma ho dimenticato di specificare che la dispersione , dovuta probabilmente ad un contatore di sottazione ” molto lento ” non viene ripartita in alcun modo e che gli importi risulaltando superiori al dovuto vengono poi suddivisi in parti uguali . In tal modo chi consuma meno PAGA MENO DI QUANTO EFFETTIVAMENTE CONSUMATO !!!
    Ancora grazie e buona giornata

  • Lorenzo

    3 novembre 2016 9:24 · Rispondi

    Buongiorno Avv, chiedo scusa per il disturbo, e , ricopiando un altro esempio simile alle condizioni del mio condominio chiedo gentilmente un Suo un suo parere:” nel mio condominio, siamo tutti muniti di contatore di sottrazione individuali, quindi nel regolamento condominiale è previsto la ripartizione rispetto il consumo di ogni unità immobiliare. L’amministratore nel ripartire le fatture applica le fasce di consumo come previsto ma si rifiuta di riassegnare i residui fino a concorrere al conseguimento totale dell’assegnazione spettante. Nel dettaglio la fattura AQP assegna le seguenti fasce: Agevolata m3 73 X unità immobiliare; m3 37 tariffa Base; m3 36 T1; m3 110 T2; m3 oltre la rimanenza. Pertanto il mio condominio composto da 20 utenze spettano per tariffa Agevolata m3 73 X 20 = m3 1.460 annue quindi nella ripartizione non viene riassegnato il consumo non fatto dai condomini virtuosi e quindi si verifica, che 10 condomini consumano 50 m3 i 230 m3 non consumati dovrebbero beneficiare i restanti condomini fino al raggiungimento dei m3 1.460, l’Amministratore invece nella Tariffa Agevolata assegna, per chi consuma oltre, solo m3 73, poi altri 37 ecc., in ultimo rimborsa in percentuale. Cosi facendo agevola anche chi consuma 1 m3. Secondo il sottoscritto chi consuma meno nelle varie fasce dovrà pagare quanto gli spetta e chi consuma di più avvantaggiarsi dei m3 dei virtuosi. E accettabile il suo modo di fare? Grazie ” . IN POCHE PAROLE : i restanti metri cubi della tariffa base ed agevolata lasciati liberi dai conteggi di chi consuma meno possono essere ripartiti ed assegnati agli altri condomini ? LE QUOTE IN EURO EMESSE DAL GESTORE SECONDO LE VARIE FASCE DEVONO ESSERE RISPETTATE ? perchè , in caso contrario gli importi dello sviluppo della FATTURA supera QUELLO EMESSO DAL GESTORE !!!
    Grazie per la Sua risposta , Lorenzo .
    P.S. se fosse possibile inviare la risposta solo con la mail Le sarei molto grato .

    • Avv. Matteo Mami

      10 novembre 2016 12:15 · Rispondi

      Buongiorno,
      ritengo che il modo di ripartire dell’amministratore sopra indicato sia corretto.

  • elena

    4 ottobre 2016 15:02 · Rispondi

    Salve avvocato io vivo in una palazzina di 8 appartamenti siamo una famiglia di 3 persone visto che uno dei appartamenti non paga le spesse condominio e sempre chiedono di coprire le spesse anche per chi non paga .la mia domanda è posso chiedere contatore per il mio consumo? Così non devo pagare per li altri ? Grazie

    • Avv. Matteo Mami

      4 ottobre 2016 15:47 · Rispondi

      Buonasera,
      purtroppo l’istallazione di un contatore a consumo nel suo appartamento non risolve il problema, in quanto le spese condominiali dei condomini morosi devono essere anticipate dagli altri condomini.
      Il condominio deve poi agire nei confronti dei condomini morosi per il recupero delle spese da questi non pagate.

  • Stefano 64

    22 settembre 2016 18:17 · Rispondi

    Gentile Avvocato,
    nel mio condominio composto da soli 6 appartamenti, uno di questi è stato messo in vendita e da un anno non ci vive nessuno. Il proprietario di tale appartamento nella quota totale acqua deve pagare oltre alla sua quota di spese fisse anche una quota per l’utilizzo di acqua comune? ad esempio per la pulizia delle parti in comune, scale androne etc.
    La ringrazio anticipatamente.

    • Avv. Matteo Mami

      22 settembre 2016 19:08 · Rispondi

      Buonasera,
      certamente.

  • Paolo

    20 settembre 2016 23:45 · Rispondi

    Salve il mio problema è il seguente.
    Vivo in un condominio di 8 appartamenti da poco , siamo 2 adulti e 2 bambini . 30 anni fa quando hanno costruito il palazzo nel regolamento condominiale hanno scritto che l’acqua sarebbe stata divisa per persone , ma allora erano tutte famiglie con figli . Oggi sono tutti anziani 1 o 2 ma il problema che il consumo non scende poiché tutti con nipoti e figli che vanno e vengono ma non figurano . Io vorrei installare i sub contatori , posso imporre la cosa al condominio anche se sono solo io a volerlo ? Si puo fare anche se nel regolamento di condominio prevede altro ? L’ amministratore dice che vince il regolamento di condominio o altrimenti mi serve il 100×100 dei consensi favorevoli è giusto ?

    • Avv. Matteo Mami

      21 settembre 2016 10:26 · Rispondi

      Buongiorno,
      la modifica della disciplina legale dei criteri di ripartizione delle spese è legittima se approvata all’unanimità (cfr. Cass. sez. II. 17.1.2003 n. 641; Cass. ord. n. 22824 del 7.10.2013).
      Vi è da segnalare, tuttavia, che sempre la Corte di Cassazione con la sentenza 10895 del 16 maggio 2014 ha dichiarato che l’installazione dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua in ogni singola unità immobiliare può essere deliberata con la maggioranza semplice dall’assemblea di condominio, anche se la ripartizione del servizio è disciplinata diversamente dal regolamento contrattuale.

  • PAOLO

    31 agosto 2016 8:35 · Rispondi

    Bongiorno
    il sottoscritto dal 14.04.2014 non è più residente nell’abitazione pertanto la stessa non e’ stata affittata ne ci vive altra gente o parenti il rubinetto dell’acqua generale viene chiuso e aperto solo quando si fa una pulizia normale ogni 3 4 mesi l’appartamento e’ di 60 m2 ho inviato la lettura del contatore all’amministratore e in effetti il consumo anche se esorbitante risulta giusto . di ben 625m2 in quanto la lettura precedente risulterebbe a loro 515 mentre l’attuale ben 1138 con un addebito di BEN 888 euro dato che non posso risalire alla lettura fatta precedentemente e sicuramente FASULLA e non abitando da due anni nell’ appartamento ne avendo avuto perdite ne mal funzionamento del water tutti mi dicono che è assurdo l’importo anche perché il nucleo familiare era composto anche da due sole persone…. cosa posso fare NON AVENDO LA LETTURA PRECEDENTE E CHI L’HA FATTA considerando che al condominio da parte mia non sono mai in 30 anni risultati problemi ne mancanza di pagamenti , faccio presente che il condominio è stato preso da un altro amministratore dopo che il primo aveva lasciato a secco la cassa condominiale e casini vari. GRAZIE

    • Avv. Matteo Mami

      2 settembre 2016 13:33 · Rispondi

      Buongiorno,
      qual è il motivo per il quale non riesce a risalire alla lettura precedente?
      Chi l’ha effettuata?
      Ogni quanto tempo viene fatta la lettura del contatore?

  • Massimiliano

    11 agosto 2016 20:01 · Rispondi

    Buonasera Avvocato,
    ho un appartamnto in un residence in Sardegna. Il complesso ha un contatore generale dell’acqua al pari delle singole unità abitative. Dopo circa 9 anni e mezzo di fornitura, la società privata erogatrice ha provveduto ad una lettura del contatore generale, facendo pervenire al condominio una bolletta pari ad oltre euro 90mila. La mia quota parte è stata indicata dall’amministratore in euro 10,400,00. Premetto che pur avendo un giardino di 50 metri, vi trascorro al massimo 30/40 giorni annui con un consumo del tutto normale e domestico! Come posso contestare la quota indicata? Ribadisco che non abbiamo mai avuto da parte della società erogatrice una carta dei servizi o il piacere di avere una lettura in tutti questi anni! La ringrazio anticipatamente.

    • Avv. Matteo Mami

      22 agosto 2016 8:42 · Rispondi

      Buongiorno,
      innanzitutto bisogna rilevare che i crediti per pagamenti periodici (quali bollette, ecc.) si prescrivono in 5 anni, quindi quasi metà del richiesto sarebbe prescritto (salvo interruzione della prescrizione).
      Bisognerebbe poi sapere come è stata calcolata la sua quota di competenza.
      Le consiglio di rivolgersi ad un legale.

  • Anna

    7 agosto 2016 12:13 · Rispondi

    Buongiorno, avrei bisogno di alcuni chiarimenti in quanto non riesco a trovare i riferimenti di legge per il mio problema.
    Sono proprietaria di un appartamento in un immobile di 24 unità abitative. L’appartamento di mia proprietà è locato con un contratto transitorio nel quale viene specificato che mi riservo l’uso di una stanza per poterne mantenere la residenza. L’appartamento in questione è l’unico che possiedo quindi per me risulta prima casa ma non abitazione principale. Le quote che mi sono state richieste dall’amministratore per il consumo dell’acqua sono state piuttosto elevate. Premetto che in questo condominio la lettura dei consumi dell’acqua viene comunicata all’amministratore da ogni proprietario in quanto ogni appartamento ha il proprio contatore. L’amministratore mi ha risposto dicendo che la cifra della mia quota si spiega con il fatto che la casa è locata quindi a suo dire, sarebbe una seconda abitazione per me. Ho telefonato al mio gestore, Acqualatina, e mi hanno risposto che nelle fasce di consumo attribuite in bolletta la dicitura seconda abitazione è riferita alla seconda casa di proprietà di una persona (contrariamente a quanto sostiene il mio amministratore). Ho chiesto inoltre al gestore idrico di farmi inviare una bolletta del condominio per vedere che tipo di tariffa fosse applicata e risulta il conteggio per tariffa promiscua. E’ giusto e soprattutto esiste un riferimento di legge in base al quale l’amministratore a sua discrezione mi faccia pagare la tariffa come seconda abitazione per il mio appartamento? Grazie

    • Avv. Matteo Mami

      9 agosto 2016 10:28 · Rispondi

      Buongiorno,
      solitamente i benefici per le agevolazioni previste da alcune amministrazioni comunali (quindi occorre fare riferimento alle singole normative comunali), come quelle per la stipula dei nuovi contratti relativi alle utenze domestiche (acqua, luce, gas) o per tasse e tariffe locali, possono essere goduti per immobili in cui si dimora abitualmente, e dunque per l’abitazione principale.
      L’abitazione principale, infatti, è quella in cui realmente si abita e dunque ove si ha la dimora abituale (concetto introdotto con la recente legislazione in merito a ICI, IMU, ecc).
      Il concetto di prima casa, invece, è ancorato al requisito della residenza anagrafica, che deve essere nello stesso Comune in cui si trova l’immobile per il quale si beneficia delle relative agevolazioni, ma non necessariamente nell’immobile stesso.
      Da qui la possibile non coincidenza tra prima casa e abitazione principale.
      Le consiglio di farsi rilasciare dal fornitore dell’acqua una dichiarazione nella quale venga precisato (come riferito telefonicamente) che la fascia di consumo per la seconda abitazione viene applicata al contraente titolare della seconda casa di proprietà, e che, in caso contrario, l’utente ha diritto all’applicazione della fascia, e relativa aliquota, per la prima casa di proprietà.
      Le consiglio poi di inviare tale dichiarazione all’amministratore di condominio chiedendo l’applicazione dell’aliquota agevolata per la prima casa, come da dichiarazione dello stesso fornitore del servizio.
      In caso contrario, non le resta che impugnare la delibera condominiale di ripartizione delle spese.
      Cordiali saluti.

  • Giovanni

    5 luglio 2016 13:51 · Rispondi

    Buongiorno, abito in un condomino ove la proprietaria degli appartamenti che sono 3 non ha installato i contatori. Quello che vorrei sapere è se il mio bambino di quasi 2 anni deve essere calcolato nella ripartizione del servizio idrico oppure no? E poi considerato che noi nel nostro appartamento non abbiamo una lavatrice, poiché i panni li puliamo dai suoceri e quindi il consumo dell’acqua è ridottissimo,quindi mi chiedo se è mai possibile che dobbiamo pagare il 55% della somma delle due fatture presentate in ritardo dalla proprietaria?

    • Avv. Matteo Mami

      7 luglio 2016 9:48 · Rispondi

      Buongiorno,
      se vi è un unico proprietario dell’immobile non si applicano le norme in materia di condominio.
      La ripartizione avviene secondo quanto previsto nel contratto di locazione.

  • Vincenzo

    24 giugno 2016 23:01 · Rispondi

    Buonasera,
    Come si fa ripartire il consumo dell’acqua in un piccolo condominio (3 famiglie di 2 persone) dove c’e’ un contatore generale ed 1 solo conta scatti?

    • Avv. Matteo Mami

      27 giugno 2016 15:56 · Rispondi

      Buonasera,
      il modo di ripartizione più equo è senza dubbio quello che prevede l’installazione di un conta litri per ogni appartamento.

  • simona

    24 giugno 2016 15:27 · Rispondi

    Buongiorno nel ns condominio visto che non tutti avevano i contatori si è deciso di optare per il riparto delle spese dell’ acqua in base ai millesimi. L amministratore ha dunque imputato le spese anche ai sottotetti categoria c2 privi di impianti e tubi idrici e ai garage. I proprietari di qst immobili hanno chiesto all assemblea di creare tabelle millesimali ad hoc per il riparto acqua escludendo garage e c2 ma ovviamente l’assemblea ha deliberato di no. È legittimo che i condomini dissenzienti impugnino la delibera? E se si secondi lei esperita la mediazione la competenza è del tribunale o del gdp? Grazie

  • ERASMO DA PALERMO

    19 maggio 2016 19:19 · Rispondi

    Buongiorno,
    vivo in un complesso di 70 appartamenti,il ns. amm.re per il consumo idrico
    esegue i conteggi per singolo condomino in base al consumo effettivo del singolo contatore( a discarico) ubicato in ogni appartamento.
    Fino qui tutto regolare.
    quello che non ritengo regolare e poco trasparente da parte dell.Amm.re e quanto segue:
    L’amm.re richiede il pagamento tramide una notula senza che vienga rilasciato al singolo condomino il prospetto riepilogativo della ripartizione della bolletta dell’ente erogante. tutto questo per i 4 trimestri ed a fine anno non rilascia il prospetto del riepilogo a conguaglio.
    tutto questo è regolare.
    Nel ringraziaela porgo
    Cordiali saluti

    • Avv. Matteo Mami

      20 maggio 2016 9:43 · Rispondi

      Buongiorno,
      è suo diritto chiedere ed ottenere dall’amministratore, dietro sua richiesta, copia della bolletta dell’ente erogante ed il metodo di calcolo della sua quota di spesa dovuta per il consumo di acqua.

  • LUCA

    16 maggio 2016 23:23 · Rispondi

    Abito in un condominio dove ognuno dei condomini possiede un contatore personale dell’acqua, in base al quale vengono ripartiti i consumi.
    Per circa due anni era attiva una perdita che ha comportato notevole aggravio di costi, ripartiti tra tutti in maniera proporzionale. Dato che tutti i contatori funzionavano regolarmente, si pensava che la perdita fosse nel tratto che separa il condominio dalla pubblica strada ove è ubicato il contatore condominiale. Alla fine invece si è appurato che la perdita era interna all’appartamento di un condomino, nonostante tali maggiori consumi non fossero contabilizzati dal contatore privato. A questo punto è legittimo o meno richiedere in maniera retroattiva il pagamento da parte di quest’ultimo del maggior consumo relativo alla perdita per tutto il periodo in cui questa si è verificata (due anni)?
    Molte grazie per l’attenzione.

    • Avv. Matteo Mami

      17 maggio 2016 10:33 · Rispondi

      Buongiorno,
      se come da lei scritto, le quote di ripartizione dell’acqua non erano da lei dovute ma dovute da altro soggetto, è possibile agire con l’azione di ripetizione dell’indebito prevista dall’art. 2033 c.c. che, appunto, si risolve nell’azione diretta alla restituzione di quanto adempiuto da un soggetto ad un altro quando questo adempimento non era dovuto.
      Per tale azione è previsto un termine di prescrizione decennale.

  • Luigi Caione

    10 maggio 2016 17:16 · Rispondi

    In riferimento al mio precedente messaggio, ho dimenticato di dire che nel mio condominio c’e un contatore generale e un contatore divisionale in ogni unità abitativa. Pertanto noi paghiamo in base alla lettura divisionale.L’amministratore mette tutte le fatture in bilancio, è previsto tutto ciò.
    Grazie

    • Avv. Matteo Mami

      11 maggio 2016 13:44 · Rispondi

      Buongiorno,
      tutte le spese e fatture devono essere indicate e contabilizzate nel bilancio e consuntivo condominiale.
      La ripartizione delle spese dell’acqua di ciascuna unità abitativa e pertinenze devono essere ripartite secondo il consumo rilevato dal contatore installato in ciascuna unità abitativa.
      Le spese relative al restante consumo di acqua, rilevato dal contatore generale, deve essere ripartito tra i condomini, salvo diversa convenzione, secondo millesimi di proprietà.

  • Luigi Caione

    10 maggio 2016 17:05 · Rispondi

    Buongiorno
    gradirei sapere se le fatture dell’acqua devono per forza essere messe nel bilancio condominiale e se si può contestare tutto ciò.
    Grazie

  • Giuseppe

    26 aprile 2016 21:04 · Rispondi

    Caro avvocato la ringrazio per la risposta.Volevo dirle che nel regolamento di condominio è riportato che l’acqua va pagata in base ai millesimi.
    Eventualmente si volesse cambiare con dei contatori da riporto,serve l’unanimità di tutti e sette dei villini.
    Le faccio presente che il regolamento è contrattuale.
    Cordialmente la saluto grazie Giuseppe.

    • Paolo

      4 maggio 2016 15:45 · Rispondi

      Gent.mo Avv.to, nel mio condominio si è verificata una rottura del tubo dell’acqua con la conseguente perdita per diversi m3, il tratto di rottura è avvenuto tra il contatore del fornitore ed i contatori dei condomini, di conseguenza oltre alle spese di consumo di acqua derivante dalla perdita ci sono state delle spese per la sostituzione della tubatura. L’amministratore ha ripartito le spese della perdita in proporzione al consumo di ognuno ed il rifacimento della tubatura in parti uguali per i condomini. Le faccio presente che la scala è composta da 10 appartamenti di cui 5 anno quasi la metà dei millesimi di proprietà dei restanti in quanto più piccoli. Chiedo a Lei gentilmente un suggerimento normativo in questione e se l’amministratore ha agito in modo corretto.
      Grazie e cordiali saluti.

      • Avv. Matteo Mami

        4 maggio 2016 16:02 · Rispondi

        Buongiorno,
        in considerazione del fatto che la rottura e perdita si sono verificate nella tubatura tra il contatore generale e quelli dei singoli condomini, quindi trattasi di tubatura rientrante tra le parti comuni del condominio, ritengo che, sia le spese per la perdita di acqua che quelle di riparazione, debbano essere ripartite tra i condomini secondo millesimi di proprietà.
        Cordiali saluti.

  • giuseppe

    24 aprile 2016 8:52 · Rispondi

    Carissimo avvocato volevo porle un quesito,inerente la ripartizione dell’acqua nel mio condominio,ove fino ha poco tempo fa veniva pagato il consumo in parti uguali di tutte e sette le unità abitative
    All’improvviso quattro dei condomini hanno deciso di ripartire l’acqua con i contatori che sono presenti nelle unità abitative.le chiedo sempre per cortesia se per tale decisione servisse l’unanimità di tutti e sette i condomini e non solo dei quattro.Inoltre se la lettura e la ripartizione del consumo delle unità abitative debba essere affidato ad una società di competenza.la ringrazio giuseppe

    • Avv. Matteo Mami

      26 aprile 2016 13:43 · Rispondi

      Buongiorno,
      la modifica della disciplina legale dei criteri di ripartizione delle spese è legittima se approvata all’unanimità (cfr. Cass. sez. II. 17.1.2003 n. 641; Cass. ord. n. 22824 del 7.10.2013).
      Vi è da segnalare, tuttavia, che sempre la Corte di Cassazione con la sentenza 10895 del 16 maggio 2014 ha dichiarato che l’installazione dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua in ogni singola unità immobiliare può essere deliberata con la maggioranza semplice dall’assemblea di condominio, anche se la ripartizione del servizio è disciplinata diversamente dal regolamento contrattuale.
      La lettura e la ripartizione del consumo delle unità abitative non deve essere obbligatoriamente affidato ad una società di competenza.

  • vanni balestra

    9 aprile 2016 17:08 · Rispondi

    Buongiorno,
    vorrei chiederLe quale normativa si applichi nel caso di uno stabile, appartenente a unico proprietario (i miei genitori), e suddiviso in 4 appartamenti, con giardino comune. La fornitura dell’acqua, intestata ai miei genitori, che abitano uno degli appartamenti, ha un unico contatore e fino ad ora si è sempre operata una divisione delle bollette col criterio del numero di persone occupanti gli appartamenti. L’ultimo inquilino entrato, pur avendo firmato un contratto di locazione, a canone agevolato, dove è specificata l’assenza del contatore divisionale per l’acqua, ed essendo informato fin dalla prima visita del criterio usato per la ripartizione, rifiuta ora il pagamento della sua quota (per altro ne richiediamo una sola, pur avendo preso la residenza anche suo padre), con l’agomento che lui usa poco l’appartamento, e pretende che si installi, a nostre spese, un contatore divisionale. Quali sono in questo caso i diritti, e quali le consuetudini di riferimento?
    Grazie per l’attenzione

    Vanni Balestra

    • Avv. Matteo Mami

      11 aprile 2016 12:10 · Rispondi

      Buongiorno,
      trattandosi di unico proprietario non si applica la normativa né del condominio né della comproprietà.
      La suddivisione deve avvenire sulla scorta di quanto previsto nei singoli contratti di locazione.
      La mancata previsione scritta al riguardo può dare ovviamente adito a possibili contestazioni.

      • vanni balestra

        11 aprile 2016 15:09 · Rispondi

        Grazie innanzitutto per la risposta sollecita. Le chiederei ancora questo: cosa dovrei fare davanti al suo rifiuto di pagare la sua quota? può avere qualche fondamento legale la pretesa dell’inquilino che si installi un contatore, anche se la sua assenza è prevista nel contratto?
        Grazie ancora per l’attenzione, e cordiali saluti.

        Vanni Balestra

        • Avv. Matteo Mami

          11 aprile 2016 17:37 · Rispondi

          Come scritto in precedenza, la suddivisione del consumo deve avvenire sulla scorta di quanto previsto nel contratto di locazione.
          In caso di mancato pagamento dell’inquilino deve procedere con il recupero del credito incaricando un legale.
          Tenga comunque presente che il criterio più equo di ripartizione del consumo dell’acqua, è certamente quello che prevede l’installazione di un contatore dell’acqua in ogni singolo appartamento.

  • Raffaele

    9 aprile 2016 13:09 · Rispondi

    Buongiorno, abito in un condominio e in tutti gli appartamenti è installato un contatore dell’acqua.
    Alcuni condomini non consentono all’azienda erogatrice di leggere i loro contatatori e quindi nella mia bolletta vedo i miei consumi (es. 10 m3) ma l’importo addebitato viene calcolato su 20 m3.
    L’azienda erogatrice dice che i 10 m3 in più sono la ripartizione dei m3 non addebitati ai condomini che impediscono la lettura dei loro contatori; l’azienda infatti ha un contatore generale nel condominio dove rileva il consumo totale.
    E’ un comportamento corretto?

    • Avv. Matteo Mami

      11 aprile 2016 12:06 · Rispondi

      Buongiorno,
      il computo non è corretto.
      I metri cubi di acqua risultanti dal contatore generale, una volta detratti i consumi dei contatori dei singoli condomini, devono essere addebitati solo ai condomini che non consentono la lettura dei contatori.
      Tenga presente, però, che il consumo di acqua per le parti comuni (es: irrigazione del giardino condominiale) deve essere suddiviso ed addebitato sulla scorta della lettura del contatore generale.
      Quindi, un addebito in più rispetto al consumo risultante dal suo contatore potrebbe derivare dai consumi per le parti comuni (se ci sono).

  • raffaellafacchetti@yahoo.it

    4 aprile 2016 0:03 · Rispondi

    Spett.le Studio, abito in un condominio dove non ci sono i contatori singoli per l’acqua, quindi la quota acqua viene ripartita dall’amministratore in base al numero delle singole persone dell’appartamento. Da qualche mese mia mamma anziana è in casa con noi per problemi di salute, pur avendo la sua casa. Per legge dobbiamo pagare anche la sua quota di acqua? L’amministratrice per tre mesi aveva detto di no, ma adesso sono già dieci mesi che è da noi, non converrebbe pagare la sua quota fino a quando è con noi e, nel caso tornasse a casa sua, segnalarlo e pagare ancora per due persone?Grazie mille anticipatamente per la gentile risposta in merito. Cordiali saluti.

    • Avv. Matteo Mami

      4 aprile 2016 18:18 · Rispondi

      Buonasera,
      ritengo possa essere fatto come da Lei suggerito.
      In proposito non vi è una specifica disposizione di legge.
      Le consiglio di sentire l’amministratore in merito a cosa previsto dal regolamento condominiale

  • TUBINO GABRIELLA

    1 aprile 2016 20:15 · Rispondi

    Ho chiesto un parere a due amministratori per la quota fissa sulla bolletta
    del condominio acqua. Uno divide il totale spesa della bolletta su il consumo
    dei contatori. L’altro la quota fissa la divide in parti uguali per tutti i contatori
    installati. Grazie per una risposta.

    • Avv. Matteo Mami

      4 aprile 2016 18:31 · Rispondi

      Buonasera,
      ritengo sarebbe più corretto ripartire la quota fissa in parti uguali.

  • Chiara

    23 marzo 2016 16:42 · Rispondi

    Buongiorno,
    sono proprietaria di un appartamento in condominio di 7 famiglie, rimasto ormai disabitato da circa 7 anni. Non utilizzando acqua quindi per tutti questi anni non ho pagato nulla in quanti la lettura del contatore risultava essere sempre la stessa. Solamente quest’anno all’assemblea ordinaria un condomino ha chiesto all’amministratore se ci fosse una quota fissa per il pagamento dell’acqua..l’amministratore controllando ha risposto che sono circa 20 eur..e quindi questo condomino ha preteso che dai prossimi anni anche io pagassi tale somma. Capisco che possa essere giusto ma è normale che dall’oggi al domani possa decidere un singolo condomìno? quando per tutti questi anni nessuno abbia mai fatto nulla? ovvero decide solo lui e l’amministratore deve obbedire ??

    grazie mille

    • Avv. Matteo Mami

      23 marzo 2016 16:51 · Rispondi

      Buongiorno,
      Le consiglio di chiedere ed informarsi dall’amministratore dove risulta contenuta la previsione della quota fissa.
      Da quanto lei scritto sembrerebbe che l’amministratore si sia dimenticato per gli anni passati di chiedere il versamento della quota fissa che, tuttavia, era già prevista e che il condomino si sia limitato a chiederne l’applicazione.

  • mirco bresciani

    18 marzo 2016 21:07 · Rispondi

    sono proprietario di un piccolo appartamento (55mq) sito in una palazzina di 22 unità abitative,purtroppo abbiamo un proprietario che possiede la maggioranza in millesimi di tutto il palazzo e praticamente con l’aiuto dell’amministratore fa il bello e il cattivo tempo.Questo, è padrone anche di due attività commerciali ,un bar e una scuola di ballo, per il consumo idrico (abbiamo un unico contatore) per il bar ha imposto il consumo pari a tre unità mentre per la scuola di una sola unità, e chiaramente questo è una vera vergogna e ingiustizia, come possiamo fare per far si che le quote vengano attribuite in maniera più equa ????
    Nel ringraziarla porgo distinti

    • Avv. Matteo Mami

      21 marzo 2016 12:19 · Rispondi

      Buongiorno,
      occorre impugnare l’illegittima delibera che ripartisce il consumo di acqua per persona o unità (senza una idonea convenzione in tal senso), anziché secondo millesimi di proprietà, come previsto dalla legge.
      Le consiglio di rivolgersi ad un legale.
      Cordialmente

  • Giuseppe

    17 marzo 2016 12:42 · Rispondi

    Chiedo scusa per il disturbo, sommessamente chiedo un suo parere; nel mio condominio, siamo tutti muniti di contatore di sottrazione individuali, quindi nel regolamento condominiale è previsto la ripartizione rispetto il consumo di ogni unità immobiliare. L’amministratore nel ripartire le fatture applica le fasce di consumo come previsto ma si rifiuta di riassegnare i residui fino a concorrere al conseguimento totale dell’assegnazione spettante. Nel dettaglio la fattura AQP assegna le seguenti fasce: Agevolata m3 73 X unità immobiliare; m3 37 tariffa Base; m3 36 T1; m3 110 T2; m3 oltre la rimanenza. Pertanto il mio condominio composto da 20 utenze spettano per tariffa Agevolata m3 73 X 20 = m3 1.460 annue quindi nella ripartizione non viene riassegnato il consumo non fatto dai condomini virtuosi e quindi si verifica, che 10 condomini consumano 50 m3 i 230 m3 non consumati dovrebbero beneficiare i restanti condomini fino al raggiungimento dei m3 1.460, l’Amministratore invece nella Tariffa Agevolata assegna, per chi consuma oltre, solo m3 73, poi altri 37 ecc., in ultimo rimborsa in percentuale. Cosi facendo agevola anche chi consuma 1 m3. Secondo il sottoscritto chi consuma meno nelle varie fasce dovrà pagare quanto gli spetta e chi consuma di più avvantaggiarsi dei m3 dei virtuosi. E accettabile il suo modo di fare? Grazie

  • tiziana

    8 marzo 2016 11:44 · Rispondi

    se il condominio consuma 1224 mc x un tot di 1000 euro e siamo 8 app.ti e il mio singolo contattore a dire dell’amministratore consuma 368mc ma io tenendo nota da piu’ di un anno ho un consumo di circa 20mc mese come faccio a capire s addebita il giusto?
    Per 368mc mi addebita 364 euro per 120mc ora nel nuovo preventivo 2016 120mc a 362 euro??????
    attendo info grazie mille

  • nicola

    2 marzo 2016 11:11 · Rispondi

    salve
    Io abito in un condominio in cui il consumo di acqua è molto alto, con relativo aggravio di costi in bolletta, siccome questa situazione è determinata dall’uso indiscriminato di tale risorsa da parte di alcuni condomini, le chiedo se fosse possibile chiedere all’amministratore di far pagare la quota di ognuno in base ai consumi con tariffe diverse da condomino a condomino per far si che chi consuma meno paghi meno al Mc e chi invece spreca paghi di più?
    grazie

  • Paolo

    1 marzo 2016 15:34 · Rispondi

    Salve,

    nel condominio di mia madre l’acqua condominiale viene ripartita per prassi in base ai millesimi, nonostante le singole unita’ immobiliari siano dotate dei contatori.
    Da anni proviamo a richiedere di poter pagare la nostra quota in base al consumo effettivo, ma l’amministrare sempre disponibile (a parole) ad attivare la procedura poi nella pratica continua a richiedere le quote ripartite per millesimi.
    A inizio di ogni anno comunichiamo la lettura del contatore provando poi, senza successo, a chiedere di poter pagare solo il nostro consumo.

    Che possiamo fare?
    Si puo’ costringere l’amministratore ad adoperarsi affinche’ si ripartiscano i consumi effettivi?
    Possiamo fare qualche azione come singolo condomino oppure bisogna necessariamente portare la discussione in assemblea?

    Grazie.

    • Avv. Matteo Mami

      1 marzo 2016 15:59 · Rispondi

      Perché scrive per prassi?
      Quale sarebbe il criterio di ripartizione previsto?
      Il regolamento condominiale prevede qualcosa in merito?

      • Paolo

        1 marzo 2016 17:05 · Rispondi

        Dico per prassi perche’ non so cosa prevede il regolamento.
        Ho provato a chiedere all’amministratore, ma purtroppo non mi risponde alle mail e vivendo in un’altra citta’ non riesco facilmente a parlarci di persona.
        Per quello che mi dice mia madre, il “trucco” utilizzato dall’amministratore e’ quello di dire che a “a partire da quest’anno venturo passera’ un mio incaricato ad effettuare le letture di tutti i contatori”, ma poi nella pratica non viene nessuno cosi’ viene piu’ comodo fare il calcolo in base ai millesimi.
        Quindi, nell’attesa che io verifichi cosa dice il regolamento, ci sono 3 possibilità:
        1. Il regolamento prevede espressamente la ripartizione millesimale.
        In questo caso capisco che non posso far nulla di diverso che proporre all’assemblea di cambiare tale punto del regolamento.

        2. Il regolamento dice espressamente che va fatta la ripartizione in base al consumo (con eventualmente le spese fisse della bolletta ripartite in millesimi) e l’amministratore agisce in difformità al regolamento per sua comodità.

        3. Il regolamento non dice nulla al riguardo e l’amministratore decide autonomamente (ma legittimamente?) la strada più semplice per lui.

        La mia domanda a questo punto e’ se posso fare qualche azione come singolo condomino nei casi 2 e 3 per evitare di far pagare a mia madre una cifra abnorme rispetto ai consumi reali visto che sussistono le condizioni previste dalla Suprema Corte (“nel condominio le spese relative al consumo dell’acqua devono essere ripartite in base all’effettivo consumo se questo è rilevabile oggettivamente con strumentazioni tecniche”).

        • Avv. Matteo Mami

          1 marzo 2016 17:42 · Rispondi

          Si informi innanzitutto su cosa prevede il regolamento sul punto.
          Molte volte è allegato all’atto di acquisto dell’immobile.
          Il condomino (Sua madre) – non un terzo estraneo al condominio – deve presentare richiesta scritta all’amministratore.
          Le richieste avanzate da parte di terzi possono essere non prese in considerazione dall’amministratore.
          Se l’amministratore non adempie Le consiglio di rivolgersi ad un legale

  • Piero

    28 febbraio 2016 12:50 · Rispondi

    Buongiorno. Vorrei chiederle se per decidere su come ripartire la spesa acqua in un condominio può essere sufficiente la maggioranza dei millesimi , in assemblea, in seconda convocazione. Vorremmo mettere in parti uguali le voci sulla bolletta ” quota fissa e oneri di perequazione ” istituendo un minimo consumo per ogni unità abitativa e di negozio di 10 metri cubi. Grazie. cordiali saluti

    • Avv. Matteo Mami

      29 febbraio 2016 9:39 · Rispondi

      Buongiorno,
      la modifica della disciplina legale dei criteri di ripartizione delle spese è legittima se approvata all’unanimità (cfr. Cass. sez. II. 17.1.2003 n. 641; Cass. ord. n. 22824 del 7.10.2013).
      Vi è da segnalare, tuttavia, che sempre la Corte di Cassazione con la sentenza 10895 del 16 maggio 2014 ha dichiarato che l’installazione dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua in ogni singola unità immobiliare può essere deliberata con la maggioranza semplice dall’assemblea di condominio, anche se la ripartizione del servizio è disciplinata diversamente dal regolamento contrattuale.

  • EVA LACCHETTI

    25 febbraio 2016 15:21 · Rispondi

    Ho seguito lo scambio di e-mail con MARCOROSSI perché anch’io mi trovo nella stessa situazione di regolamento condominiale. Per di più devo pagare per un piccolo giardino che non viene irrigato dall’acqua proveniente dal contatore condominiale ma viene bagnato solo dalla pioggia.
    Devo pagare anch’io come MARCOROSSI o c’è un escamotage?

    • Avv. Matteo Mami

      25 febbraio 2016 15:39 · Rispondi

      Qual è il motivo per il quale non viene irrigato?
      Impianto guasto? Chieda la riparazione e se non provvedono chieda la restituzione di quanto versato per il servizio non usufruito

      • EVA LACCHETTI

        25 febbraio 2016 18:50 · Rispondi

        No, nessun impianto guasto. L’impianto non c’è e a me va bene così perché non mi interessa che sia un po’ secco, tanto si tratta di 10 mq che non utilizzo perché non vi accedo direttamente dal mio appartamento. Quindi non sono convinta che io debba pagare circa 100 Euro all’anno per una quota d’acqua che in pratica non mi viene fornita. Tutti i condomini, tranne uno, sono d’accordo nel modificare il regolamento dicendo che pagherei solo il consumo d’acqua nel caso lo allacciassi a mie spese al contatore condominiale accertando il consumo con un conta-litri . Cosa posso fare visto che non c’è l’unanimità?

        • Avv. Matteo Mami

          26 febbraio 2016 9:40 · Rispondi

          Quindi nel suo caso non si tratta di una questione inerente la corretta ripartizione delle spese condominiali, bensì del fatto che lei sta pagando per un servizio che non le viene erogato.
          Non serve nessuna maggioranza e delibera.
          Deve scrivere all’amministratore comunicando e denunciando la mancata erogazione del servizio di irrigazione del giardino e che pertanto non provvederà a pagare per lo stesso finché questo non verrà effettuato, nonché intimare la restituzione di quanto ingiustamente versato fino ad ora.
          Le consiglio di rivolgersi ad un legale che la assisterà per il meglio.

          • Eva Lacchetti

            26 febbraio 2016 15:35 ·

            Non mi interessa che il giardino sia irrigato anche perché il regolamento condominiale non prevede che lo sia ma solo che io paghi una quota indipendentemente che lo sia o no, mi interessa non pagare nulla. Visto che il regolamento dice che mi spetta di pagare una quota (senza specificare che il condominio verifichi che il giardino sia irrigato) devo pagare in ogni caso? Ma non basta la maggioranza per abolire questa norma se io rinuncio in ogni caso ad irrigare questo giardino? O un condomino contrario può impugnare la delibera?

          • Avv. Matteo Mami

            29 febbraio 2016 9:28 ·

            Buongiorno,
            ho già risposto sopra.
            Per ogni chiarimento Le consiglio di rivolgersi ad un legale.

  • MARCOROSSI

    24 febbraio 2016 20:41 · Rispondi

    Il regolamento del condominio in cui vivo prevede che l’acqua sia pagata in base al numero di persone di ciascun appartamento e che “Per quanto concerne il consumo d’acqua relativo ai giardini di uso esclusivo verrà addebitato ai proprietari dei medesimi il consumo relativo a due persone”
    Io ho un giardino di 50 mq in uso esclusivo ma, come scritto nel contratto, NON NE SONO PROPRIETARIO. Siccome ho ritenuto esagerato il computo di due persone, ho installato un contatore dal quale ho misurato che il consumo effettivo è di 20 Euro contro i 200 Euro se calcolati con il criterio delle “due persone”.
    Tutti i condomini tranne uno sono d’accordo nel computarmi 20 Euro.
    La decisione può essere presa a maggioranza o deve essere unanime?
    Posso in alternativa pretendere che a pagare sia la proprietà del giardino che ho in uso esclusivo, cioè tutti i condomini?

    • Avv. Matteo Mami

      25 febbraio 2016 11:15 · Rispondi

      Buongiorno,
      la modifica ai criteri di ripartizione delle spese è legittima se approvata all’unanimità (cfr. Cass. sez. II. 17.1.2003 n. 641; Cass. ord. n. 22824 del 7.10.2013).
      Pertanto, se il regolamento condominiale del suo condominio è stato approvato all’unanimità o comunque predisposto dall’originario costruttore, legittimamente può modificare il criterio legale (previsto secondo millesimi) di ripartizione delle spese dell’acqua.
      A sua volta per modificare il criterio di ripartizione occorre l’unanimità.
      Vi è da segnalare, tuttavia, che sempre la Corte di cassazione con la sentenza 10895 del 16 maggio 2014 ha dichiarato che l’installazione dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua in ogni singola unità immobiliare può essere deliberata dall’assemblea di condominio, anche se la ripartizione del servizio è disciplinata diversamente dal regolamento contrattuale.

      • marcorossi

        25 febbraio 2016 12:07 · Rispondi

        Mi dia una risposta anche all’ultimo quesito.
        Visto che, pur avendo il giardino in uso esclusivo, non ne sono proprietario e il regolamento condominiale recita ““Per quanto concerne il consumo d’acqua relativo AI GIARDINI DI USO ESCLUSIVO VERRÀ ADDEBITATO AI PROPRIETARI dei medesimi il consumo relativo a due persone” posso sostenere che le due quote vanno addebitate, non a me che ne ho solo l’uso esclusivo, ma ai proprietari, cioè ai condomini?

        • Avv. Matteo Mami

          25 febbraio 2016 12:21 · Rispondi

          Ritengo sia una lettura forzata anche se effettivamente la norma regolamentare è mal posta.
          Ovviamente le spese dell’acqua sono a carico di chi utilizza il giardino.

        • MARCOROSSI

          25 febbraio 2016 12:59 · Rispondi

          Ma tecnicamente è sostenibile?
          Infatti concordo con lei che “la norma regolamentare è mal posta” ma non solo nell’attribuire ai proprietari il pagamento della quota (che mi favorirebbe) ma anche nel fatto che non tiene conto della superficie del giardino (nel mio caso 50 mq). Se avessi un giardino di 2×5=10 mq verrei a pagare 200 contro un consumo effettivo di 4 Euro.
          Tenga presente che non è che io non voglia pagare niente in più per il giardino; vorrei solo pagare quello che consumo oltre la quota che pago per le persone del mio appartamento.

          • Avv. Matteo Mami

            25 febbraio 2016 13:04 ·

            Non è sostenibile.
            Mi spiace.
            Sono cose da controllare prima dell’acquisto/locazione dell’immobile.

  • Dario

    29 gennaio 2016 20:01 · Rispondi

    Le spese con la tariffa base di un condominio vengono ripartite in base ai metri cubi effettivamente consumati da ciascun condomine.
    Le spese coi metri cubi in eccedenza vanno anche esse ripartite in base ai metri cubi consumati da ciascun condomine in maniera proporzionale o deve pagare soltanto il condomine che ha consumato di piu?
    la ringrazio

    • Avv. Matteo Mami

      1 febbraio 2016 9:50 · Rispondi

      Buongiorno!
      Sempre in base ai metri cubi consumati

  • Procolo D'Agostino

    12 gennaio 2016 19:58 · Rispondi

    Sono socio di una società cooperativa a mutualità prevalente e senza scopo di lucro istituita circa 50 anni fa per realizzare una lottizzazione di ville monofamiliari che ciascuno di circa 800 soci ha realizzato in proprio. Le opere di urbanizzazione primaria sono state completate ma il comune di residenza non ha ancora voluto prenderle in carico perchè pretende che vengano completate le opere di urbanizzazione secondaria. L’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua potabile viene gestito dagli amministratori della cooperativa che utilizza l’acqua prodotta in proprio,estraendola da un certo numero di pozzi artesiani e convogliandola a mezzo di condutture interrate in diversi grandi serbatoi di accumulo dislocati e costruiti in zone alte, dove viene eseguito opportuno trattamento di potabilizazione e dalle quali per caduta vengono convogliare tramite condotte e indirizzate alle varie abitazioni tutte munite di regolari contatori che ne misurano i relativi consumi singoli.
    Dalla data di inizio della fornitura e distribuzione dell’acqua alle singole utenze furono stabilite con regolamento approvato dall’assemblea dei soci le modalità di pagamento dei consumi il cui costo totale annuale veniva distribuito fra i soci in base ad un tariffario leggermente differenziato nei costi in base a fasce di consumo e applicato fino alla fine del 2014 come di seguito elencato:
    da mc 0,00 a mc 400 = mc 400,00 x € 0,47 = € 188,00
    da mc 400,00 a mc 800 = ” 400,00 x ” 0,63 = ” 252,00
    nolo contatore annuale 1,00 x ” 22,00 = ” 22,00
    ———–
    totale € 462,00 annuale
    ========
    Per l’anno 2015 il nuovo consiglio di amministrazione ha deliberato a maggioranza relativa senza sottopporre all’approvazione dei soci con apposita riunione assembleare una sostanziale variazione dei costi di approvvigionamento di acqua potabile ai soci stabilendo un nuovo tariffario come di seguito elencato:
    Abolizione di nolo contatore e imposizione unica di € 60,00 per recupero perdite di esercizio anno 2014 = € 60,00
    mc 240 x € 0,4268 = ” 102,43
    mc 80 x ” 0,5670 = ” 45,32
    mc 80 x ” 1,1550 = ” 92,40
    mc 40 x ” 1,9360 = ” 77,44
    mc 260 x ” 3,0250 = ” 786,50
    mc 100 x ” 3,0731 = ” 207,31
    _________
    TOTALE € 1.371,40
    =======
    A parità di consumi fra il 2014 ed il 2015 si avrà un aumento del 296,84%
    € 1371,40: 462,00 = 296,84% con un costo medio al mc di € 1371,40:800 = € 1,714 al mc,rispetto a € 462,00:800 = € 0,5775 al mc.
    Tutto ciò considerato chiedo cortesemente come è ammissibile e lecito che un consiglio di amministrazione di una società cooperativa a mutualità prevalente e senza scopo di lucro possa avere deliberato a maggioranza relativa di un aumento cosi rilevante senza richiedere il consenso dell’assemblea straordinaria dei soci giustificando che le tariffe applicate sono di gran lunga inferiori a quelle applicate dal comune di appartenenza della lottizzazione.Faccio notare che il bilancio del 2014 si è chiuso con un disavanzo del capitolo fornitura acqua di circa 70.000 euro che per mille utenze corrisponde a circa 70 euro ad utenza.E’ possibile obbligare gli amministratori a rivedere le deliberazione appovovata a suo tempo e obbligarli a ripartire i costi annuali effettivi applicando la legge sul condominio che nel caso di stabili serviti con unico allaccio obbliga gli amministattori a ripartire il costo totale in parti unitarie uguali applicabile al consumo rilevato dai contatori.
    Resto in fiduciosa attesa di conoscere in alternativa una vostra cortese risoluzione.Ringrazio e porgo cordiali saluti.
    I soci della cooperativa .

  • Vecchio

    2 gennaio 2016 11:29 · Rispondi

    L’amministratore fà pagare l’acqua i parti uguali appartamenti e local adducendo che è previsto nel regolamento contrattuale.
    Adesso mi chiedo allora i millesimi cosa servono? mi posso opporre e posso imporee l’istallazione dei contatorii per la misurazione
    Grazie

    • Avv. Matteo Mami

      13 gennaio 2016 14:26 · Rispondi

      Buongiorno,
      purtroppo il regolamento contrattuale è vincolante per i condomini.
      Le consiglio di proporre in assemblea l’installazione di contatori in ciascuna unità abitativa con adozione della modalità di ripartizione secondo l’effettivo consumo di acqua trattandosi della modalità di ripartizione più equa ed ormai adottata nella maggior parte dei condomini.
      Cordiali saluti.

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